Il prodotto interno lordo dell'Italia "nella migliore delle ipotesi calerà nel 2012 del 2,4%. Probabilmente, sarà anche qualcosa di più, perché nella seconda parte dell'anno faccio fatica a vedere miglioramenti". E’ la previsione del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi al Forum annuale Comitato Leonardo per la promozione del made in Italy. Uno scenario più nero di quello già fosco delineato dagli stessi economisti dell'associazione a fine giugno, che hanno stimato per il 2012 una contrazione del Pil del 2,4%, e di quello del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, che ha detto che l'economia dovrebbe diminuire di poco sotto i due punti percentuali.

Squinzi, ha comunque sottolineato come "si stiano facendo dei passi molto interessanti anche con la spending review"; nel decreto legge sviluppo ci sono "tante buone idee, abbiamo grandi aspettative che vengano tradotte in pratica". E, rispondendo a una domanda dei cronisti sull’esistenza di sinergia tra le forze politiche, sindacali ed economiche del Paese ha aggiunto: “Siamo tutti sulla stessa barca, è un momento tempestoso e dobbiamo remare tutti insieme, nella stessa direzione". Nessun commento, invece, sulle dichiarazioni fatte dal premier Monti sulla concertazione come un male. “Sono in silenzio stampa. Ho perso la voce".

Il presidente di Confindustria è poi tornato sulla riforma del lavoro: "Non è soddisfacente. Non ha migliorato sensibilmente la flessibilità in uscita e in compenso ha abbassato la flessibilità in entrata. Credo che qualche correttivo sia necessario". Squinzi ha spiegato di avere parlato della riforma del lavoro "personalmente" con il ministro del Welfare Elsa Fornero. E ha osservato come il ministro "nel confronto a tu per tu" sia sembrata una "persona molto disponibile" e "continua a ripetere: vedrai che io ti convincerò". Quindi, ha aggiunto Squinzi, "aspetto di farmi convincere, visto che sono disponibile e aperto al dialogo". Parole a cui il ministro ha prontamente replicato: “Lo convinco ogni giorno. Lo vedo spesso, abbiamo anche ora diversi appuntamenti". E ha aggiunto: "Mi sono impegnata nel tempo che mi resta da ministro a convincere gli scettici che questa riforma è una buona riforma all'interno delle circostanze. Non è una buona riforma in senso assoluto ma non esiste una buona riforma in senso assoluto".