Non c'è rischio di confondere un Galaxy Tab con un iPad, perché non è "abbastanza cool". Con questa motivazione un giudice inglese ha dato ragione alla Samsung contro la Apple in una causa per violazione della proprietà intellettuale. I tablet sudcoreani "non hanno la stessa raffinata ed estrema semplicità che è propria del design" registrato da Cupertino, ha sancito il magistrato dell'Alta corte Colin Birss. Ora la società fondata da Steve Jobs ha 21 giorni per presentare ricorso.

Apple vs Samsung - E' un "pareggio" amaro quello ottenuto dalla Samsung dopo la sentenza della Corte d'appello federale della California, che la settimana ha scorsa ha confermato il divieto temporaneo della vendita negli Stati Uniti del suo ultimo tablet per l'infrazione di alcuni brevetti dell'iPad. "Se la Apple continuasse a presentare denunce eccessive in altri paesi basate su progetti così generici, l'innovazione del settore potrebbe essere danneggiata e la possibilità di scelta dei consumatori indebitamente limitata", ha dichiarato un portavoce dell'azienda a Bloomberg.
Cupertino ha parlato invece di una "copiatura spudorata" da parte della concorrente. "Non è una coincidenza se gli ultimi prodotti della Samsung somigliano tanto ad iPhone e iPad, nella forma dell'hardware, nell'interfaccia per gli utenti e persino nella confezione", hanno detto dalla Apple.

Cupertino controlla il 63% del mercato - L'azienda fondata da Steve Jobs ha venduto nel primo trimestre 2012 13,6 milioni di iPad secondo le rilevazioni DisplaySearch e controlla il 63% del mercato. Samsung è il suo rivale più temibile con circa 1,6 milioni di tablet venduti e una quota del 7.5%. Oltre a essere una concorrente, la società coreana è ancora uno dei principali fornitori di componenti della Mela morsicata, nonostante con l'intensificarsi degli scontri legali la Apple abbia cercato di diversificare i suoi partner commerciali.

Google avrebbe aggirato le disposizioni sulla privacy - Intanto, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Google potrebbe pagare 22,5 milioni di dollari di multa per comporre una causa che vede il motore di ricerca accusato di aver aggirato le disposizioni sulla privacy dei clienti che usano il browser Safari di Apple.
La multa sarebbe la più alta mai comminata a una singola società dalla Federal trade commission americana, scrive ancora il giornale. Le accuse riguardano l'uso da parte di Google dei cookies per monitorare gli utenti di Safari.