In primo piano l'ira di Monti su Confindustria, sullo sfondo la velata disponibilità del premier a proseguire il suo mandato anche dopo il 2013, almeno secondo quanto riportato da Repubblica e Corriere. Questi gli argomenti in evidenza sui quotidiani in edicola lunedì 9 luglio che dedicano i titoli di apertura allo scontro tra il leader degli industriali Giorgio Squinzi, che ha bollato la spending review come 'macelleria sociale', e il premier Mario Monti che risponde affermando che "dichiarazioni di questo tipo fanno aumentare lo spread e i tassi. A carico non solo del debito, ma anche delle imprese". (GUARDA IL VIDEO).
I big dell'industria si schierano con il governo, a cominciare da Luca Cordero di Montezemolo. Certe frasi, dice l'ex numero uno di Viale dell'Astronomia, "fanno male e sono certo che non esprimano la linea di una Confindustria civile e responsabile".
Contro le affermazioni del professore Monti, invece, si schierano sia il Giornale sia l'Unità che, a sorpresa, condividono la stessa opinione. "Vietato criticare Monti" titola il quotidiano di famiglia Berlusconi; "Taci, lo spread ti ascolta" si legge sulla prima pagina del quotidiano fondato da Antonio Gramsci.
Intanto, il presidente del Consiglio è volato a Bruxelles. Lunedì 9 luglio è infatti il giorno dell'Eurogruppo. I 17 discuteranno di misure anti-spread e del rinnovo della presidenza.

L'editoriale: "L'inatteso fuoco amico" - "Il mondo evidentemente cambia - scrive Dario di Vico sul Corriere della Sera - Carlo Sangalli, uno degli esponenti di punta di rete Imprese Italia, non è annoverato sicuramente tra i discepoli della signora Thacher, anzi si considera democristiano a vita. Eppure ha difeso a spada tratta i tagli alla spesa pubblica decisi dal governo Monti. Giorgio Squinzi, presidente di una Confindustria che ha da sempre insistito sul drastico dimagrimento della pubblica amministrazione, ha invece calorosamente accusato Palazzo Chigi di avere in mente una "macelleria sociale".

Il retroscena: "E il professore disse: io nel 2013? Valuto - La Repubblica dedica invece ampio spazio al retroscena consumatosi domenica 8 luglio a Aix en Provence. "Per la prima volta, e fuori dai confini nazionali - scrive Carmelo Lopapa - il Professore lascia trapelare una velata disponibilità a proseguire la sua opera anche dopo il 2013. Se gli sarà chiesto, se le forze politiche che lo sostengono anche dopo le politiche lo riterranno necessario. Lui resta a guardare".