"L’anno scorso pensavamo di crescere nel 2012 all’1 per cento, oggi le previsioni di consenso indicano che il Pil scenderà grosso modo del 2. Allora dobbiamo chiederci il perché di questi tre punti persi. La crisi è stata ed è grave".
L'amara presa d'atto arriva dal governatore della Banca d'Italia Vincenzo Visco, che in una lunga intervista al Corriere della Sera prova a tracciare anche le previsioni per i prossimi mesi: "Il 2012 - dice - sarà negativo, ma penso che se la situazione non peggiora ulteriormente, se il rischio sui tassi si riduce, se la soluzione della crisi è condivisa a livello europeo, alla fine dell’anno potremo rivedere una luce in fondo al tunnel".

Nel colloquio col direttore del quotidiano milanese De Bortoli, Visco dice poi che "sulla spending review bisogna insistere il più possibile, perché solo così potremo ridurre le tasse, specie sul lavoro, oltre a non alzare l’Iva".
E aggiunge: "Va detta una verità. Il bilancio pubblico è rilevante, ma è nella media europea se si pensa che ogni anno oltre il 5 per cento finisce per pagare gli interessi sul debito. Non pregiudichiamo però il futuro: su scuola, formazione e ricerca bisogna investire di più".

Quanto ai tagli nell'amministrazione che hanno causato le proteste dei sindacati, il governatore della Banca d'Italia dice che sarebbe sbagliato "considerare l’impiego pubblico un peso morto, un’area di negatività. Vanno premiate le pratiche migliori, le tante persone che fanno bene il proprio lavoro, occorre muovere nella direzione di aumentare gli investimenti in questo Paese, rallentati dalla corruzione e dal malaffare".