Anche se negli ultimi mesi e in particolare la scorsa settimana (con il Consiglio Ue di Bruxelles) "sono stati fatti molti passi avanti" nell'affrontare la crisi, secondo il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso "sappiamo che la situazione resta grave e che dobbiamo fare ancora molto in futuro". Il presidente ha tracciato al Parlamento europeo di Strasburgo un bilancio dei sei mesi della presidenza danese. E ha spiegato anche che l'accordo raggiunto al vertice della scorsa settimana sulle misure a breve termine per la stabilità dei mercati, come il cosiddetto "scudo antispread", è stato "avallato da tutti i 27 paesi membri" dell'Unione europea.
Smentendo quindi le resistenze di Olanda e Finlandia, manifestate nella giornata di lunedì 2 luglio.

"Le manipolazioni del mercato continuano ed il contribuente non deve pagare per questo”, ha aggiunto Barroso, sottolineando che "tanto negli Stati Uniti quanto in Europa non ci si è occupati a sufficienza" della regolamentazione dei mercati finanziari. "Ancora una volta dobbiamo fare i conti con atteggiamenti  irresponsabili e manipolazioni finanziarie - ha detto - abbiamo  assistito ancora una volta negli ultimi mesi e nelle ultime settimane, sia negli Stati Uniti che in Europa, anche in alcune principali  istituzioni finanziarie, quelle pratiche che hanno alimentato la crisi finanziaria e non sono state ancora sdradicate dal settore".

Anche la premier danese Helle Thorning-Schmidt è intervenuta parlando della crisi: "La tempesta non è finita, ma il patto per la crescita è una luce nel buio per i cittadini".