"I punti finora trattati, ivi inclusa la crescita, non possono considerarsi chiusi perché l'Italia si riserva di dare il proprio sostegno solo se ci sarà un accordo finale sull'insieme dei temi, incluso un meccanismo che tuteli i paesi virtuosi dallo spread".
E' questo il messaggio che il premier Mario Monti  avrebbe comunicato agli altri leader, durante un summit europeo che proseguirà ad  oltranza. "La discussione resta aperta", spiega il presidente del Consiglio Herman Van Rompuy.
L'obiettivo è mettere a a punto entro fine anno una “road map” dettagliata perché l'Europa si avvii verso un'autentica unione economica e monetaria.

Merkel: "Accordo sulla crescita" - "Dal vertice Ue è atteso in particolare un accordo su un pacchetto di misure per stimolare la crescita", ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel, rifiutandosi di rispondere ad altre domande, al suo arrivo al vertice del Ppe che tradizionalmente precede l'avvio dei lavori del Consiglio europeo.

Hollande: “Francia e Germania divise sugli aiuti ai più deboli”
- Ascoltando invece le parole del presidente francese, Francois Hollande, si capisce tuttavia che Francia e Germania hanno trovato un accordo sulle misure per stimolare la crescita, ma restano divise sugli aiuti a breve termine per stabilizzare le economie europee più fragili, a partire da Italia e Spagna. "Abbiamo trovato fortunatamente dei punti in comune sulla crescita – ha detto Hollande alla tv France2 - Angela Merkel si è mossa nella direzione che volevo". "C'è anche un'intesa - aggiunge – sulla tassazione delle transazioni finanziarie, ma dobbiamo ancora trovarlo sulla stabilità. La discussione è in corso, è normale". "Dobbiamo agire - dice ancora - in aiuto dei paesi che ne hanno bisogno: Spagna e Italia".

La Germania e i dubbi sugli eurobond - Intanto, poche prima dell’avvio del Consiglio europeo, hanno fatto discutere le parole del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, il quale in un’intervista al Wall Street Journal è sembrato aprire agli eurobond salvo poi tornare sui propri passi. "Nella posizione tedesca non è cambiato nulla: solo alla fine di un processo verso una vera e stabile unione fiscale si potrà parlare anche di una gestione comune del debito. Ma solo a quel punto", ha detto Schaeuble, tornando sull'intervista al WSJ. Al ministero delle Finanze hanno sottolineato che "non c'è tempo per inventare nuovi strumenti", e che dunque secondo il governo tedesco si deve far ricorso a quelli già esistenti. La posizione riportata dal Wall Street Journal a proposito di una "presunta disponibilità di Berlino ad approvare gli eurobond prima di un cambiamento dei trattati", viene definita poi "contraddittoria e illogica". Se si volessero introdurre gli eurobond, spiega la fonte, "i trattati andrebbero necessariamente cambiati, poiché i titoli del debito comune non sono possibili con i trattati attuali".