Vertice a 4 a Roma, dove il presidente del Consiglio Mario Monti riceve il presidente francese Hollande, la cancelliera tedesca Merkel e il premier spagnolo Rajoy.
Un confronto sul futuro dell'euro e l'uso del Fondo salvastati, con l'obiettivo di adottare misure concrete per rassicurare i mercati. Un appuntamento cruciale in vista del summit Ue del 28 e 29 giugno.
E sul tema delal crisi è toranto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Nessuno Stato può salvarsi da solo: chiusure egoistiche e concezioni anguste degli interessi  nazionali sono fuorvianti e destinate a fallire". Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal capo dello Stato al convegno "Europa federale, unica via d'uscita".

Vertice salva euro e su uso fondo salva-stati - Il primo punto fermo della strategia italiana è quello della crescita. I temi sul tavolo sono noti: project bond, diverso uso dei fondi strutturali e del bilancio comunitario; potenziamento della Bei; diversa valutazione da parte di Bruxelles degli investimenti pubblici. Su questi punti Monti si attende "misure concrete" e date certe dal vertice dei Ventisette. Il secondo punto fermo è quello arginare la crisi del debito sovrano. La partita degli eurobond, è ormai chiaro, va inquadrata nel medio periodo visto che Berlino ha subordinato questa soluzione ad una maggiore integrazione politica europea. Ma il governo italiano, sia per le crescenti difficoltà a reperire risorse sia per tenere a bada i partiti, spinge per una soluzione più immediata. E così Monti ha messo sul tavolo una proposta ancora non nota nei dettagli, ma ormai chiara nella sostanza: costruire uno 'scudo' anti-spread che protegga i Paesi virtuosi attraverso l'acquisto di titoli di stato qualora il differenziale con il bund tedesco superi una certa soglia. Su quale sia il meccanismo finanziario suggerito, però, regna il massimo riserbo.

Monti, intervista a sei quotidiani europei - “Al vertice europeo del prossimo 29 giugno è in gioco l’Europa”. Non lasciano spazio a interpretazioni le parole del premier Mario Monti che, in un’intervista a sei giornali europei (tra cui l’italiano La Stampa), avverte sui pericoli che corre l’euro e l’intera zona della moneta unica.
Parole che trovano conferma anche in un rapporto del Fondo monetario internazionale che ha segnalato un peggioramento della situazione dell'eurozona (parlando di "stadio critico") e ha invocato come contromisura un'immediata introduzione di un'unione bancaria e, nel medio termine, la parziale mutualizzazione del debito dei paesi dell'eurozona. "Abbiamo rilevato un incremento della tensione e un'acutizzarsi della pressione sulle banche e sul debito sovrano dell'eurozona," ha esordito il direttore del Fmi Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine di una riunione di sei ore dell'Eurogruppo.
Presentando il rapporto, Lagarde ha evocato come priorità per far fronte alla crisi dell'eurozona "il completamento dell'Unione monetaria attraverso un'unione fiscale e bancaria". Lagarde ha inoltre indicato tra le priorità per l'eurozona "l'introduzione di una limitata forma di mutualizzazione del debito".
Intanto, secondo indiscrezioni, riportate dal Corriere della Sera, sembra emergere un'apertura da parte del presidente francese Francois Hollande nei confronti della linea tracciata da Monti.

Monti: “Convincerò Herr Muller” - Il premier italiano Mario Monti si prepara in vista del Consiglio europeo in programma il prossimo 29 giugno e in un’intervista collettiva con alcuni quotidiani europei prova a tranquillizzare la Germania: “Caro herr Muller – dice Monti riferendosi a un cittadino tedesco medio (l’equivalente di un signor Rossi, ndr) – anzitutto rilassati perché non stai mantenendo un eccessivo tenore di vita degli italiani".  “Guarda, non è così perché non ci sono stati finanziamenti all’Italia e non arrivo a chiederti di credere al fatto che i tedeschi stiano traendo vantaggio per il fatto che la Germania riesce a finanziarsi a tassi così bassi, anche come effetto speculare degli alti tassi degli altri”.
Nell’intervista Monti, sottolinea però che per i Paesi virtuosi servirebbe uno "scivolo" verso un mercato più sostenibile in termini di tassi d'interesse. Altrimenti il rischio e' che in Italia cresca l'euroscetticismo come dimostra il Parlamento italiano.
E avverte: “Al vertice a Bruxelles del 28 e 29 giugno è in gioco l'Europa, perché in caso di risposta debole davanti alla crisi si avrebbe non solo un "accanimento speculativo anche verso Paesi meno deboli, come l'Italia", ma ci sarebbe la possibilità di rigetto nei confronti dell'Europa stessa, rischio che si intravede "persino nel nostro Parlamento".

“Serve una prospettiva di medio termine e più integrazione”
- Nell'intervista collettiva, alla domanda su quale sia l'obbiettivo minimo del vertice europeo di fine giugno, il premier italiano ha risposto: "Occorre assolutamente che ci siano due cose, una prospettiva di medio termine di rafforzamento dell'integrazione" in modo da rassicurare sulla volontà di rendere "la moneta unica indissolubile e irrevocabile. Ma non basterà. L'altra cosa necessaria è un insieme di misure realizzabili" a tratti vigenti, "con misure più efficaci per dare stabilità all'eurozona". Stabilità che, a detta di Monti, "passa attraverso una più piena unione bancaria con avanzamenti sulla supervisione integrata e se possibile unitaria". Ma anche "attraverso la garanzia sui depositi" e "attraverso nuovi meccanismi che siano in grado di dare ponte con i Paesi che hanno adottato seriamente gli impegni sulla disciplina fiscale e sulle riforme strutturali".
Sforzi che "non vengono adeguatamente riconosciuti sui mercati". A questo scopo, sottolinea Monti, "potrebbe esser dunque opportuno" previo riconoscimento da parte dell'Europa del rispetto delle norme di finanza pubblica e delle riforme strutturali, "di trovare uno strumento, uno scivolo di passaggio verso un mercato più ordinato e sostenibile in termini di tassi di interesse".

“L’Italia non avrà bisogno di aiuti” - Il premier, dopo essersi detto "molto favorevole" alla soluzione trovata dall'eurogruppo per sostenere le banche spagnole, ha confermato che l'Italia non avrà bisogno di un simile aiuto: "Se qualcuno nel nord Europa pensa che l'Italia abbia avuto sostegni, non è assolutamente così”. Il presidente del Consiglio ha ricordato che l'Italia partecipa per il 19,2% al Efsf, il fondo salva-stati. "L'Italia finora non ha chiesto prestito, ne ha dati molti e ogni giorno che passa, sta sussidiando gli altri con gli alti tassi di interesse che paga sul mercato".
Monti ha quindi ribadito che anche in futuro l'Italia "non avrà bisogno di aiuti e se dovesse farlo vuol dire che c'è qualcosa di sbagliato nel sistema". Inoltre, ha sottolineato,  se un Paese come l'Italia che quest'anno avrà un disavanzo pubblico del 2% e che nel 2013 avrà un avanzo strutturale dello 0,6%, continua ad avere interessi così alti  vuol dire che "c'è qualcosa di imperfetto nella zona euro".