di Carola Frediani

Con una tempistica perfetta, se si considera l'esordio in Borsa di Facebook di venerdì 18 maggio, Microsoft ha completamente rinnovato il suo motore di ricerca Bing, portando in primo piano l'integrazione con Twitter e con il social network di Mark Zuckerberg. È il cambiamento più radicale degli ultimi tre anni, da quando cioè il colosso di Redmond abbandonò il marchio Live Search per far debuttare Bing, il motore di ricerca per prendere decisioni (decision engine), orientato all'utilità del servizio e quindi delle risposte alle domande inserite dall’utente. E questa volta l'azienda fondata da Bill Gates sembra fare davvero sul serio, cavalcando l'onda dei social media che ormai generano un'enorme quantità di informazioni.

Social Bing
- In modo progressivo, come spesso avvengono i cambiamenti delle maggiori piattaforme online, e a partire dalla versione inglese, il nuovo Bing sta iniziando a presentare i risultati delle ricerche divisi in tre colonne. A sinistra, in maggiore evidenza, resta l'elenco dei link selezionati per rilevanza dall'algoritmo del software, così come siamo abituati a vedere da anni nei motori di ricerca; al centro, nella cosiddetta sezione Snapshot, si visualizzano le informazioni correlate alla ricerca ritenute utili per agire: un servizio di prenotazione, una mappa, una recensione; infine a destra, in quella che vuole rappresentare la novità killer di Bing, sta la barra social, detta Sidebar.

Integrazione con Facebook e Twitter - È qui che l'utente iscritto a Facebook vede le raccomandazioni sull'argomento cercato, estratte dal network dei propri contatti. Se si inserisce il nome di un hotel, ad esempio, la Sidebar potrebbe mostrare i post degli amici che ci sono stati. Se si cerca un'officina, potrebbero comparire quelle commentate o segnalate con un Mi Piace dai propri conoscenti. Dalla stessa pagina dei risultati, inoltre, l'utente può direttamente pubblicare un messaggio sulla bacheca degli amici, magari per chiedere maggiori delucidazioni. Ma la colonna mostra anche i tweet più rilevanti sul tema, inclusi quelli di persone che non si seguono.
Il nuovo Bing è interessante anche per la scelta di attingere ai contenuti dei media sociali senza però mescolarli troppo con i risultati “tradizionali” del motore. In passato Microsoft aveva provato a usare i dati ricavati da Facebook e Twitter per influenzare la rilevanza dei link mostrati, ma l'esperimento non era piaciuto agli utenti. Che preferiscono tenere distinte le risposte generate dal computer da quelle prodotte dal proprio grafo sociale.

La guerra degli accordi - Il vantaggio di Microsoft è di poter attingere più in profondità alle informazioni presenti su Facebook e Twitter rispetto a Google, che dal lancio di Plus è sempre più in concorrenza con gli altri social network. Ad esempio, mentre Microsoft ha trovato un accordo con il sito dei cinguettii, Google qualche tempo fa ha interrotto la collaborazione, sospendendo la funzione di Real Time Search. D'altra parte la casa di Redmond si fa forte di una quota azionaria nel network di Zuckerberg: era il 2007 quando comprò l'1,6 per cento delle azioni per un valore di 240 milioni di dollari. Un investimento molto fruttuoso: oggi vale tra 900 milioni e 1,2 miliardi di dollari, a seconda del prezzo della quotazione. E gli utenti cui, indirettamente, Microsoft può attingere sono diventati 900 milioni: da allora sono cioè cresciuti 18 volte tanto.

Il Knowledge Graph di Big G - Anche Google, che comunque negli Stati Uniti detiene ancora il 66 per cento del mercato, contro il 15 di Bing e il 13 di Yahoo!, è consapevole dell'importanza di introdurre la variabile “amicale” nella ricerca un tempo asettica. Il suo search engine, a partire dalla versione inglese, ha da poco introdotto nei risultati anche i post e i contenuti in arrivo dagli amici di Plus. Si chiama Search plus Tour World, ma certo l'esperienza è limitata dall'esclusione dei colossi Facebook e Twitter.
Più recentemente, Big G ha lanciato la funzione di Knowledge Graph (grafo della conoscenza, a fare il verso al facebookiano Social Graph), che intende indagare le relazioni fra gli oggetti della ricerca, in modo da fornire risposte insieme più ampie e pertinenti. L'esempio tipico è l'utente che digita la query “Leonardo Da Vinci”: il nuovo sistema, riconoscendo nei termini la categoria di pittore rinascimentale, mostrerà non solo i link inerenti alla sua produzione, ma anche quelli di altri artisti coevi, cui l'utente potrebbe essere interessato.