Brutte notizie sul fronte dell'occupazione, bruttissime se si fa riferimento ai giovani: più di uno su tre (35,9%) cerca lavoro. I dati arrivano dall'Istat e confermano una tendenza emersa già nei giorni scorsi. Dopo i dati sulle pensioni (quasi un pensionato su due prende meno di 1000 euro), sulle retribuzioni (mai così male dal 1983) e sulla fiducia dei consumatori (ai minimi dal '96), l'Istituto di statistica fotografa una realtà ancora peggiore dell'Italia che cerca (e non trova) lavoro, mentre la discussione sulla riforma Fornero si appresta ad entrare nel rush finale.
Il tasso di disoccupazione generale si attesta infatti al 9,8%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,7 punti rispetto all'anno precedente. Il numero dei disoccupati, pari a 2 milioni e 506mila, aumenta quindi del 2,7% rispetto a febbraio (66mila unità in più). Su base annua si registra invece una crescita del 23,4%, 476mila unità in più, e l'allargamento dell'area della disoccupazione riguarda sia gli uomini sia le donne. E, sul fronte europeo, le cose non vanno meglio.

In un mese 35mila disoccupati in più - A marzo gli occupati sono 22 milioni e 947mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto a febbraio (-35 mila unità) e dello 0,4% rispetto a marzo 2011 (-88mila unità). Pesa il calo dell'occupazione maschile. Il tasso di occupazione, al 57%, scende nel confronto congiunturale di 0,1 punti percentuali e di 0,2 punti in termini tendenziali.

Giovani, record negativo dal 1992 - Le cose vanno persino peggio per i più giovani. Qui il tasso di disoccupazione (15-24 anni) a marzo è al 35,9%, in aumento di due punti percentuali su febbraio. E' il tasso più alto dal gennaio 2004 (inizio delle serie storiche mensili). Guardando le serie trimestrali è il più alto dal quarto trimestre 1992.

Occupazione femminile in leggero aumento - Il tasso di occupazione maschile, dice ancora l'Istat, pari al 67,1%, diminuisce di 0,2 punti percentuali rispetto a febbraio e di 0,5 punti su base annua. Quello femminile, pari al 46,9%, rimane invariato in termini congiunturali, mentre aumenta di 0,1 punti rispetto a dodici mesi prima. A marzo il calo dell'occupazione è determinato dalla componente maschile, che diminuisce dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,7% su base annua. L'occupazione femminile registra, invece, un aumento dello 0,1%, sia rispetto al mese precedente sia in termini tendenziali.

Male anche l'Europa, Spagna maglia nera - E dati allarmanti arrivano anche in ambito europeo. Secondo Eurostat, la disoccupazione è aumentata al 10,9% nella zona euro nel mese di marzo rispetto al 10,8% di febbraio e al 9,9% nel marzo 2011.
In Italia, il tasso è passato dal 9,6% al 9,8%. Nella Ue-27, il dato è rimasto invariato al 10,2% rispetto a febbraio, ma si mantiene comunque su un livello più elevato rispetto al marzo 2001, quando era al 9,4%. Ancora una volta, il Paese con la disoccupazione più alta nella Ue-27 è la Spagna, al 24,1% (23,8% il mese precedente).
"I nuovi dati sulla disoccupazione sottolineano ancora una volta la portata estremamente seria del problema": ha commentato Johnatan Todd, portavoce del commissario Ue all'Occupazione, Lazslo Ando.