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di Carola Frediani

Fuori c’è una città paralizzata dai taxi e dalle file di migliaia di delegati con badge al collo che intasano le strade. Dentro si balla al ritmo dei robottini verdi. E’ Android a dominare il Mobile World Congress 2012, la fiera mondiale delle telecomunicazioni che ogni anno invade i pur immensi spazi della Fiera di Barcellona, il centro congressi con più di cento anni di storia dominato da terrazze e fontane. Il sistema operativo mobile promosso da Google è infatti il protagonista di questo mega-evento, e non solo perché il suo stand è una sorta di lounge piena di giovani, con musica, giochi, app, schermi di ogni tipo. Ma anche perché molti dei nuovi dispositivi lanciati in questi giorni girano sul software di questa comunità internazionale patrocinata da Mountain View. Tanto che per una volta Apple si fa notare solo per la sua assenza.

Ne approfitta Huawei, il colosso cinese che ha conquistato il centro della scena lanciando un super smartphone, l’Ascend D quad: una macchina da guerra che conta su un chip quad-core (e cioè quattro nuclei di processori, il doppio dell’iPhone 4S), un processore grafico a 32 bit (il più potente sul mercato), un display da 4,5 pollici e il sistema operativo Android 4.0. Il colosso cinese l’ha presentato come il più veloce al mondo della categoria. Ma c’è anche un’altra caratteristica molto interessante: la batteria ha una durata di circa due giorni in condizioni di normale utilizzo.

Altra prima donna dell’esibizione catalana è stata Samsung, che ha presentato un nuovo tablet con cui sfidare l’iPad, il Galaxy Note 10.1: schermo grande touch da 10,1 pollici, accompagnato però anche da un pennino che permette di mescolare scrittura e schizzi manuali con contenuti digitali. Pure qui sistema operativo Android 4.0. Ma la casa coreana ha sfornato altre novità, tra cui il Galaxy Beam, uno smartphone che oltre a effettuare telefonate funziona da proiettore. Il dispositivo permette di visualizzare le immagini - video, mappe, foto, giochi - direttamente sui muri, i soffitti e qualsiasi superficie piana, mantenendo un’ottima risoluzione.

Nel frattempo, però, Nokia non è rimasta a guardare. Schiacciata dall’avanzata dell’armata Android, da un lato, e dalla fuga in avanti di Apple dall’altro, l’azienda finlandese ha rilanciato con una manciata di dispositivi di vario genere: a partire dal Lumia 900, che nei prossimi mesi dagli Stati Uniti arriverà in tutto il mondo, Italia compresa. Un modello che permette una connessione dati ad alta velocità, fino a 42 Mbit in download. Ma a spiccare è anche il Nokia 808 Pureview, un telefonino con una fotocamera da 41 megapixel, per immagini straordinariamente definite, anche se poi, se si vorrà condividerle online, converrà comprimerle con un apposito software integrato.

Se i dispositivi dunque non mancano, e ognuno cerca di valorizzare un aspetto specifico dei propri prodotti, in questa edizione l’attenzione è rivolta anche alle tecnologie che permettono di usufruire di servizi evoluti. Non basta insomma la potenza e la performance se intorno non c’è un ecosistema che consenta di sfruttare al meglio gli smartphone e i tablet di ultima generazione. Per questo si parla molto di NFC, Near Field Communication, una tecnologia a radiofrequenza che fa dialogare due dispositivi a distanza e che ambisce ad essere il sacro graal dei pagamenti mobili. L’operatore giapponese DoCoMo ha sviluppato un servizio di mobile ticketing che utilizzando proprio l’NFC permette di acquistare biglietti: basta avvicinare il telefonino a un cartellone che pubblicizza un concerto e il posto in prima fila è assicurato. Non si tratta di sperimentazioni: in questo modo nel 2011 hanno già venduto 100 milioni di biglietti mobili.

Altro tema caldo sul piatto qui a Barcellona è l’aggiornamento delle reti al 4G, attraverso la tecnologia LTE (Long Term Evolution). Capofila di questa cordata per allargare il bocchettone delle connessioni mobili è Ericsson, secondo la quale le sottoscrizioni in banda larga mobile raggiungeranno i 5 miliardi nel 2016. Oggi sono 970 milioni. Un vero boom. Meglio dunque prepararsi all’esplosione.