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(in fondo all'articolo tutti i video sulla crisi economica)

L'Europa si spacca e non riesce a firmare un accordo a 27. Riesce a mettere in piedi una “Unione di bilancio”, fatta di rigore e stretta, per recuperare la credibilità dell'euro e garantire la tenuta della moneta unica. Ma lo fa solo sotto forma di accordo intergovernativo (leggi qui il testo in inglese, ndr) .
Una sorta di cooperazione rafforzata, cioè che riesce a mettere insieme i 17 paesi di eurolandia, più altri sei, ma non la Gran Bretagna che si sfila e sancisce di fatto la temuta frattura. Aderisce invece l'Ungheria, che in un primo momento si era schierata con gli inglesi contro la riforma dei trattati.
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, sottolinea però che si è trattata di un’intesa al ribasso e che questo è avvenuto per colpa di Londra. Parla invece di un "buon risultato" la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il presidente del consiglio europeo, Herman van Rompuy, non nasconde però che sarebbe stato meglio fosse nata all'insegna della "unanimità”.
In ogni caso la spaccatura nell'Ue venerdì 9 novembre va subito all'esame dei mercati.

Le Borse brindano - Le borse europee brindano alle decisioni prese dal vertice anticrisi di Bruxelles e chiudono in forte rialzo. Giovano al morale degli investitori anche le voci su un fondo da 300 miliardi di dollari che la banca centrale cinese avrebbe intenzione di creare per investire in Europa e Usa.
A registrare i guadagni maggiori è Piazza Affari, con l'indice Ftse Mib che avanza del 3,37% a 15.483,91 punti. Gli acquisti più moderati si registrano invece a Londra, che ha
deciso di restare fuori dal progetto di unione fiscale, dove l'Ftse 100 sale dello 0,83%. Il Dax di Francoforte segna +1,91%; il Cac 40 di Parigi si issa del 2,48%; l'Ibex di Madrid cresce del 2,23% .

Scambio di frecciatine tra Sarkozy e Cameron - "Se oggi è nata un'Europa a due velocità è colpa della Gran Bretagna". Ne è sostanzialmente convinto il presidente francese Nicolas Sarkozy, il quale, visibilmente provato dalle quasi dieci ore di riunione, ha spiegato che è stato a causa delle condizioni "inaccettabili" poste dal premier inglese David Cameron se non si è potuto procedere sulla strada di una riforma dei Trattati a 27.
Il primo ministro inglese si è però detto fiero di aver preso la sua decisione e contento che il suo paese non faccia parte della zona euro.

Fondo salva-Stati da luglio 2012 - Ma il patto rappresenta comunque un "passo importante" per i Paesi che l'hanno sottoscritto e che si "impegnano" a onorare - rassicura - nonostante non vi siano per ora vincoli "giudici": chi lo "ha adottato ha preso l'impegno ad una modifica dei trattati". In particolare i 23 recepiranno la stretta di bilancio nelle rispettive costituzioni, faranno partire - anticipandolo - il fondo permanente salva-stati (Esm) a luglio 2012 con il coinvolgimento della Bce nella gestione operativa (ma non diventerà una banca), rifinanzieranno per 200 miliardi di euro l'Fmi, adotteranno sanzioni automatiche e lasceranno fuori i privati dalle ristrutturazioni del debito.

Il commento del presidente della Commissione, Barroso. VIDEO



Per l'Italia una nuova promozione dall'Ue - Un patto che - ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy – vedrà presenti e protagoniste le istituzioni europee, impegnate "in questo esercizio".
Un esercizio del tutto nuovo e da verificare. Per il quale l'Italia - non è un mistero - avrebbe preferito un approccio "comunitario" a 27 che evitasse spaccature e rilanciasse la strada del rafforzamento del mercato interno, anche in chiave crescita.
Il premier Mario Monti incassa comunque una nuova promozione dai leader per i “compiti a casa” (giovedì 8 dicembre c'era stato anche l' apprezzamento del segretario Usa Timothy Geithner ): "abbiamo accolto con favore le misure dell'Italia che rappresentano un grande sforzo", ha detto il presidente del Consiglio Ue commentando la manovra con cui Roma si è presentata a Bruxelles. Manovra da oltre 20 miliardi di correzione che prevede anche una riforma delle pensioni, così come chiesto (o meglio, preteso) da Bruxelles.
Ora, alla finestra ci sono i mercati che non hanno nascosto il nervosismo con le Borse tornate in profondo rosso e gli spread di nuovo in volata. Pronti a giudicare se l'Europa ha centrato il suo obiettivo: ridare credibilità alla moneta unica in un vertice che - aveva sottolineato Sarkozy - era probabilmente "l'ultima chance" mentre dall'America Obama si diceva preoccupato chiedendo al Vecchio Continente di mettere in campo la sua "volontà politica".

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