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Foto:
Apple Store in lutto - Una vita per immagini - Le prime pagine di tutto il mondo - Tutte le creazioni della Apple - L'album

(in fondo al pezzo tutti i video su Steve Jobs)

Qualcuno lo paragona ad Einstein, altri a Leonardo. Il mondo piange Steve Jobs, l'uomo che con le sue geniali invenzioni - dal primo pc portatile alla 'tavoletta magica' dell'iPad (GUARDA LE FOTO) - ha cambiato il modo di comunicare e la vita di milioni di persone.
"Apple ha perso un genio creativo e visionario e il mondo ha perso un formidabile essere umano". E' con queste parole che il 6 ottobre l'azienda di Cupertino ha dato la notizia della morte del genio rivoluzionario
L'uomo simbolo dell'era digitale ha perso la sua battaglia contro il cancro. Il fondatore della Apple, Steve Jobs è morto: aveva 56 anni e da sette combatteva contro una rara forma di tumore al pancreas.

Obama: "Il mondo ha perso un grande visionario" - "Il mondo ha perso un visionario", "un grande innovatore" che "ha trasformato le nostre vite".
L'omaggio più evocativo a Steve Jobs, il patron-fondatore di Apple è arrivato dal
presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Il patron della Mela ha sempre rimarcato di voler vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo e per questo "ha trasformato le nostre vite - ha proseguito il presidente degli Stati Uniti - ridefinito il mondo dell'industria, riuscendo in una delle più rare prodezze
della storia dell'umanità: ha cambiato il modo in cui ciascuno di noi vede il mondo".
Apple, rimasta orfana del padre rivoluzionario del mondo dell'hi-tech, ha
invitato i lettori a scrivere messaggi sul web, arrivati a fiumi al punto da stabilire il record di coinvolgimento emotivo nella rete. Non sono mancati i commenti sarcastici sulla rivalità tra Apple e Microsoft. "E' morto Steve Jobs, vediamo
se Bill Gates gli copia pure questa
" si legge in una pagina Facebook. Eppure l'amico-nemico non ha fatto mancare il suo tributo: "Mi mancherà immensamente" ha detto Gates. E su Twitter e su Facebook i tanti utenti di tutto il mondo hanno voluto ricordare il fondatore della Apple, usando la hashtag #stevejobs.
Il papà della Apple aveva formalmente lasciato la carica di amministratore delegato al suo braccio destro, Tim Cook, lo scorso mese di agosto, dopo 35 anni di inarrestabile ascesa nel mondo dell'IT. L'ultima sua creatura, l'Ipad, lanciata nel 2010, ha stregato il pubblico tanto quanto l'IPhone, l'Ipod o Itunes. L'ultima sua apparizione pubblica risale allo scorso 7 giugno quando Jobs, provato e dimagrito, aveva partecipato alla seduta del consiglio comunale di Cupertino per presentare il progetto di un nuovo campus aziendale.

Il testamento morale - Nato a San Francisco il 24 febbraio del 1955, fondò la Apple nel 1976, dopo aver elaborato i primi progetti nel garage di casa sua. In soli dieci anni la società ha raggiunto i 2 miliardi di dollari di fatturato per un totale di quattromila dipendenti.
Il suo testamento morale era arrivato il 12 giugno 2005 nella cerimonia di laurea all'Università di Stanford (GUARDA IL VIDEO), quando già sapeva di essere malato. Un inno all'anticonformismo e all'importanza della morte come mezzo per far spazio al nuovo.
Lui, buddista e convinto della filosofia orientale del lasciare che le cose accadano, ricordò la sua storia di "bimbo non desiderato", dato in adozione e che, nonostante gli sforzi dei genitori adottivi, non terminò l'università: "Una delle migliore decisioni che ho preso". La cosa migliore che mi è accaduta nella vita, disse tra l'altro, fu esser licenziato dalla Apple, l'impresa che aveva fondato: "Mi liberai per entrare in una delle tappe più creative della mia vita", per creare NeXT e Pixar; e quando la Apple comprò la prima, egli tornò all'azienda di Cupertino per fare di NeXT il cuore pulsante della nuova Apple. Fu "un'amara medicina - raccontò Jobs - ma a volte la vita ti colpisce con un mattone in testa. Sono convinto che l'unica cosa che mi spinse ad andare avanti fosse che amavo quel che facevo".

Non ha mai smesso di "creare", riferiscono amici e collaboratori, e la malattia ha reso il suo lavoro ancora più febbrile. Ma fino alla fine Jobs ha rinunciato a riconciliarsi con il suo padre biologico, Abdulfattah Jandali, un siriano-americano che lo aveva abbandonato ai genitori adottivi Paul e Clara Jobs di Mountain View, in California.