Il consiglio direttivo di Federmeccanica ha deciso di disdettare "in via meramente tecnica e cautelativa" il contratto nazionale dei metalmeccanici firmato il 20 gennaio 2008.
La disdetta, che sarà valida dal primo gennaio del 2012, alla scadenza del contratto, è stata annunciata dal presidente di Federmeccanica, Pier Luigi Ceccardi, a margine della riunione tenuta oggi a Milano.
La decisione dell'associazione confindustriale è collegiale: "Tutte le 12mila aziende associate - ha argomentato Ceccardi - hanno bisogno di tornare competitive".
Per l'industriale mantovano è necessario "cambiare le relazioni sindacali".
"Non è possibile che 5 persone, e dico 5 per dire 55, che scioperano fanno chiudere uno stabilimento da 500 persone - ha aggiunto - dobbiamo recuperare efficienza: solo così non perderemo posti di lavoro, e ne abbiamo già persi abbastanza".

Sul caso Pomigliano occorre "maggiore flessibilità" - Il consiglio direttivo di Federmeccanica si è soffermato anche sul caso-Pomigliano: "Dal dibattito - spiega la nota letta da Ceccardi - è emerso il convincimento unanime che è necessario proseguire con determinazione nell'adeguamento delle relazioni industriali, sindacali e contrattuali alla domanda di maggiore affidabilità e flessibilità che proviene dalle imprese per consentire loro una migliore tenuta rispetto all'urto della competizione globale".
Per questo Federmeccanica ha deciso di dare mandato "alla delegazione incaricata delle trattative di proseguire nel lavoro di armonizzazione e adeguamento del contratto nazionale ai principi dell'accordo interconfederale del 15 aprile 2009, con particolare attenzione alla possibilità di definire intese mofidicative del contratto nazionale per il governo delle situazioni di crisi e per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio e agli istituti e procedere per la sanzionabilità degli impianti contrattuali".

Le reazioni di Fiom e Uilm - "La decisione della Federmeccanica di disdettare formalmente il contratto nazionale sottoscritto nel 2008 con tutti i sindacati è la dimostrazione della malafede e, nello stesso tempo, della volontà di scontro frontale degli industriali". E' la posizione di Giorgio Cremaschi della Fiom, che aggiunge: "Disdettando il contratto ora, a molti mesi dalla sottoscrizione dell'accordo separato con Fim e Uilm che avrebbe dovuto rinnovare il contratto nazionale la Federmeccanica dimostra che aveva ragione la Fiom quando sosteneva che il contratto del 2008 era ancora in vigore. Non si può disdettare una cosa che non esiste più. Nello steso tempo con questa scelta la Federmeccanica dà l'avvio all'attacco finale al contratto nazionale. Solo pochi illusi potevano pensare che con Pomigliano si affrontasse una situazione particolare".
Decisamente diversa la posizione della Uilm: "Con la disdetta annunciata da Federmeccanica, per i lavoratori non cambierà nulla - dice il segretario generale Rocco Palombella - per noi della Uilm esiste un solo contratto, ed è quello firmato nel 2009, che scadrà nel 2012". "Voglio rassicurare i lavoratori metalmeccanici -ribadisce Palombella- non succedera' nulla, assolutamente nulla: il contratto e' in corso. Il fatto che Federmeccanica abbia deciso ora di comunicare alla Fiom la disdetta del loro contratto, non ci riguarda". Palombella si dice anche convinto che in questa decisione "la Fiat non c'entra nulla". "Per la Fiat questa cosa e' ininfluente - conclude- semmai sono altre cose di cui ha bisogno".