I social network stimolano la creatività . No, rendono disattenti e improduttivi. Contrordine: migliorano il rendimento. Tra studi e ricerche, una sola certezza: quello tra Fb e lavoro è un rapporto complicato
Facebook durante l’orario d’ufficio? Quando si parla di social network il mondo del lavoro si divide a metà : tra detrattori e fan, c’è chi sostiene che distrae e rallenta la produttività e chi è convinto che un’oretta al giorno di Fb tolga la noia di torno (e aumenti la creatività ) . Parola di Cuoa, business school di Vicenza pro-Fb che ha interpellato 215 top manager sullo spinoso problema. Il 60% di loro acconsente all’uso durante l’orario di lavoro e nel 65% dei casi le ricadute, tra nuove idee per il marketing e per lo sviluppo delle aziende, sono state positive. Merito del ‘fare gruppo’ in versione 2.0: avvicinando – anche se solo virtualmente – i membri di un’azienda al di là dei loro ruoli gerarchici, i social network aiutano la circolazione delle idee e la creazione diffusa di contenuti e conoscenze. Questo lo sostiene uno studio della School of management del Politecnico di Milano, che ha intervistato 160 direttori finanziari e delle risorse umane.
Gli impiegati che si sono visti bloccare l’accesso possono però invocare lo studio divulgato in febbraio dall’Università di Melbourne. Risultati ribaltati: l’incremento di produttività per le aziende pro-Fb sarebbe pari al 9%. A patto che i social network rappresentino un piccolo break di tanto in tanto e non una finestra costantemente aperta sui programmi di navigazione online. L’indagine situa la soglia critica al 20% del tempo totale trascorso in ufficio: se si supera questo limite, il calo di produttività è inesorabile. Un dato in disaccordo con le ricerche di Nucleus Research, società di Boston, che l’anno scorso avvertiva: se ci si connette su Fb per anche solo 15 minuti, la produttività dell’azienda calerà del 1,5% annuo.
La produttività cala ma il capo non blocca l’accesso ai social network? Attenzione alle sue manie da spione: secondo un sondaggio pubblicato ad agosto da Adico un manager su tre aggiunge i propri dipendenti alla lista degli amici solo per curiosare tra i loro fatti personali.