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Dopo il referendum tra gli operai di Pomigliano che ha visto vincere il Sì con una maggioranza inferiore alle attese la Fiat ha comunicato che intende proseguire a lavorare con le sigle sindacali che hanno firmato l'accordo. "L'azienda lavorerà con le parti sindacali che si sono assunte la responsabilità dell'accordo al fine di individuare ed attuare insieme le condizioni di governabilità necessarie per la realizzazione di progetti futuri" dice la Fiat in un comunicato

Nel comunicato, si legge inoltre che "l'azienda apprezza il comportamento delle Organizzazioni Sindacali e dei lavoratori che hanno compreso e condiviso l'impegno e il significato dell'iniziativa di Fiat Group Automobiles per dare prospettive allo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano. La Fiat ha preso atto della impossibilità di trovare condivisione da parte di chi sta ostacolando, con argomentazioni dal nostro punto di vista pretestuose, il piano per il rilancio di Pomigliano".

"Cercare soluzioni condivise è meglio che cercare atti di forza. Se vogliono andare avanti ne  prendiamo atto ma non credo sia la soluzione più utile per i  lavoratori e l'azienda". E' il leader della Fiom, Maurizio Landini, a  rispondere alla nota con cui la Fiat ha annunciato la volontà di continuare a lavorare sull'accordo di rilancio per Pomigliano solo con i sindacati firmati dell'intesa per la ristrutturazione del sito campano. "Se resta questo accordo non lo firmeremo, l'abbiamo detto in tempi non sospetti e non ci sono elementi che ci fanno cambiare idea.  Se tolgono dal tavolo, invece, tutte le norme di violazione dei  diritti e della Costituzione siamo pronti da subito ad affrontare una  nuova trattativa", aggiunge

Nel referendum tra gli operai di Pomigliano d'Arco si è registrata l'affluenza del 95%. I favorevoli all'accordo sono stati 2888, pari al 62,2%, mentre i contrarti sono stati 1673, pari al 36%. I sindacati si dicono soddisfatti dei conensi e il ministro Sacconi afferma che ora il paese è più moderno.
La Fiom ha ribadito il suo no all'accordo, ma si dice disposta a riaprire le trattative. Soluzione auspicata anche dalla Cgil che si augura una soluzione condivisa. Soddisfazione da parte dei Cobas che parlano di "grande lezione di democrazia". Il segretario della Uil Luigi Angeletti invita ora Fiat a rispettare gli impegni e a spostare la produzione della Panda dalla Polonia a Pomigliano D'Arco.
Ottimista, invece, il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni, che dice: "Con Marchionne non ho ancora parlato, ci parlerò. So che è tranquillo e che ha apprezzato il largo consenso che ha avuto"."Resto convinto - ha concluso il segretario - che l'impegno preso verrà mantenuto".

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