Intesa separata tra Fiat e sindacati su Pomigliano. Dopo una tesa seduta al tavolo della trattativa, le rappresentanze dei metalmeccanici della Cisl, Uil, Ugl e Fismic hanno infatti deciso di aderire al documento presentato dall'azienda con le condizioni per trasferire la produzione della Panda dalla Polonia a Pomigliano. Non aderisce a questa proposta la Fiom, che parla di "ricatto"della Fiat verso i metalmeccanici della Cgil e verso i lavoratori.

"Qualora la situazione individuata con Fim, Uilm, Sismic e Ugl non risultasse praticabile, la responsabilità del mancato investimento a Pomigliano ricadrebbe tutta sulla Fiom", ha infatti detto al tavolo con i sindacati la Fiat, per la quale ha condotto la trattativa il responsabile delle risorse umane, Paolo Rebaudengo.

La ferma volontà del gruppo automobilistico di non arretrare rispetto alla proposta formalizzata lo scorso 8 giugno era infatti emersa sin dall'inizio della trattativa quando Fiat ha chiesto un sì o un no alla sua proposta, e soprattutto una posizione unanime del sindacato. La soluzione trovata, di fronte al no della Cgil, è quella ora di andare a una consultazione dei lavoratori.
La Fiom deciderà invece cosa fare lunedì, quando riunirà il suo comitato centrale. Secondo la Fiom infatti non c'è ancora nessun accordo separato: "C'è l'adesione di alcune organizzazioni ad un testo presentato dalla Fiat su cui loro stessi ancora oggi hanno sollevato delle critiche". Per questo, ha detto il segretario generale, Maurizio Landini, non si possono "far votare i lavoratori su un documento che non è un accordo sindacale ma una proposta aziendale che deroga sul contratto e sulle leggi dello Stato".

Le altre organizzazioni sindacali accettano invece la proposta Fiat ed ottengono la disponibilità ad inserire nel documento una clausola di raffreddamento che istituisce un comitato paritetico che si occuperà di valutare eventuali sanzioni a chi non rispetta gli accordi sui permessi e sugli scioperi e per decidere misure per contrastare forme anomale di assenteismo.

"Siamo abbastanza soddisfatti perché abbiamo messo una pietra concreta per lo sviluppo di Pomigliano", commenta il segretario generale della Fim, Giuseppe Farina, mentre il leader della Uilm, Rocco Palombella, ammette che "è un documento che non ci piace, ma la nostra volontà è mossa dal senso di responsabilità per la vita dello stabilimento campano". Commenti positivi all'accordo arrivano anche dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, per il quale "rimane la speranza che la Fiom rifletta sul proprio auto isolamento".
Anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, spera che "ora prevalga il senso di responsabilità anche da parte dei sindacati che non hanno firmato".

Oggi intanto, al Ministero dello Sviluppo economico, sono state illustrate cinque proposte per la possibile acquisizione dello stabilimento di Termini Imerese: sono interessate allo stabilimento siciliano tre aziende del comparto automotive, una televisiva e una agricola. Per decidere il Ministero si riserva di presentare una short list a settembre ed una più completa a novembre, quando potranno essere esaminate eventuali proposte che deriveranno dal lancio di una richiesta di manifestazione di interesse che verrà presentata sui mercati internazionali a partire da fine giugno.