Poste, email vince su lettera. Addio a 10.600 postini
Tracollo della posta su carta, solo quest'anno -20%. Si valuta se bloccare la consegna il sabato. I sindacati sono preoccupati per la cessione di alcuni servizi finanziari a tabaccai
Acque agitate alle Poste. I sindacati
di categoria denunciano l'imminente taglio di 10.600 posti di
lavoro nel settore postale e nel recapito. E annunciano
battaglia.
Ma l'ad Massimo Sarmi scende in campo e rassicura
affermando che gli eventuali esuberi di personale verranno
impiegati in altre attività .
La corrispondenza tradizionale è infatti non solo in calo, ma nell'ultimo anno ha registrato un
vero e proprio tracollo (-20%): tutta 'colpa' delle e-mail,
dato che con il boom di Internet, dei social network e in
generale della posta elettronica, lettere e cartoline
rappresentano ormai solo un ricordo del passato.
Ma a preoccupare i sindacati è anche l'intenzione della
società di affidare ai tabaccai una parte dei servizi
finanziari adesso svolti dagli uffici postali.
In vista del
2011, quando ci sarà la libearlizzazione del mercato, tra
azienda e sindacati è in corso una trattativa per riformare il
settore della logistica e del recapito. In pratica, secondo le
intenzioni dell'azienda, i portalettere dovrebbero lavorare
cinque giorni e non più sei alla settimana, mentre le consegne
sarebbero previste nel corso dell'intera giornata e non solo la
mattina.
Conseguentemente, i postini lavorerebbero non più 6
ore ma 7 ore e 12 minuti.