"E' in gioco l'assetto mondiale dell'industria automobilistica". Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, parla delle fusioni in corso tra Fiat, Opel e Chrysler e si dice preoccupato che la scelta degli stabilimenti da tenere in vita possa essere condizionata dal governo tedesco e non da motivazioni industriali o da una diversa efficienza degli stabilimenti. "Si creeranno sinergie ma anche sovrapposizioni", affrema Angeletti. I sindacati tedeschi frenano: "Con Fiat a rischio 10mila posti di lavoro".