Il decreto legge cosiddetto salva-auto crea "qualche problema" alla Commissione europea, che ha chiesto all'Italia chiarimenti entro 5 giorni lavorativi. A preoccupare è in particolare il protocollo di intenti che dovrebbe essere stipulato tra la presidenza del Consiglio e le aziende produttrici dei beni che potranno beneficiare degli incentivi: auto, elettrodomestici, mobili. Perché potrebbe essere discriminatorio per chi non firma, configurare un aiuto di Stato in quanto selettivo e ostacolare la libera circolazione dei beni. Una presa di posizione probabilmente inattesa dal governo.