Sono Veneto e Friuli Venezia Giulia le regioni che riciclano di più ma dietro al nord est cresce il centro sud, mentre tra le metropoli solo Milano arriva al 50% di differenziata. Questi i principali dati del rapporto di Legambiente sui comuni "Ricicloni". In totale sono 1.328 i comuni italiani che hanno superato la soglia del 65% di differenziata e per la prima volta ogni regione, tranne la Val d'Aosta, ha almeno un "campione".

La forza dei consorzi -
Tra i capoluoghi Belluno, Pordenone, Novara e Salerno si riconfermano delle eccellenze. Non vale lo stesso per Oristano che esce dalla lista dei virtuosi per cedere il posto ad Andria. Tra i nuovi anche il comune di Trento. Il Piemonte mantiene il primato di unica regione ad avere due capoluoghi "ricicloni": assieme a Novara c'è anche Verbania. Spulciando tra le prime 100 posizioni della graduatoria generale, troviamo numerosi comuni gestiti efficacemente in forma consortile: dei 56 comuni veneti 46 sono trevigiani, la  maggior parte appartenenti a 2 consorzi (Priula e TV3), così come i 29 comuni trentini, 8 in Friuli Venezia Giulia. I rimanenti 7 sono casi isolati: 2 in Campania e 1 per Lazio, Lombardia, Toscana, Piemonte e Marche. Sempre tra i primi 100 troviamo 9 comuni oltre i 10mila abitanti (Castelfranco Veneto con quasi  34mila), tutti veneti e trevigiani ad eccezione di Vigodarzere (Padova).

Menzione speciale per Milano – Una menzione speciale di Legambiente va a Milano: non è “riciclona”, perché non supera ancora il 65% previsto dalla legge, ma è sulla buona strada. La città sfiora nel 2013 il 50% di differenziata: con oltre un milione di abitanti serviti dal porta a porta è “la prima in Italia e la seconda in Europa dopo Vienna”. Il “trucco” del capoluogo lombardo? Secondo Legambiente è “una buona e continua informazione (anche multilingue), porta a porta con bidoni condominiali, l'estensione a tre quarti della città della raccolta selettiva del rifiuto umido da cucina (da giugno appena esteso a tutta la città)”. Un monito per Torino, che ha da tempo superato il 50%, ma solo nella metà della città dove esiste la raccolta porta a porta. E soprattutto per Roma, che “non sa ancora scegliere tra raccolta porta/porta spinta e sistemi pasticciati fondati ancora sul cassonetto che impediscono l'indipendenza dall'ennesima discarica”.

Il caso Ponte nelle Alpi -
Difficile trovare comuni che facciano da sé che arrivino a risultati eccellenti, la forza rimane quella dell'unione nei consorzi. Ovviamente c'è sempre l'eccezione che conferma la regola e si chiama Ponte nelle Alpi che, gestendo in autonomia i rifiuti dei cittadini (e dei turisti - siamo nel territorio delle Dolomiti) raggiunge l'indice di gestione più alto.

In fondo alla classifica Val d'Aosta, Calabria, Liguria, Puglia - In fondo alla classifica oltre alla Val d'Aosta ci sono la Calabria (1,7%) e la Liguria (1,7) e la Puglia (1,9). "I 300 Comuni 'Rifiuti free', dove cioè la popolazione ricicla più del 90% dei rifiuti - ha detto il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - dimostrano che è possibile trasformare una vergogna in eccellenza nazionale''.

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