di Nicola Bruno

Quando lo scorso giugno gli è stata rubata la bicicletta da poco ricevuta in regalo, Paolo non aveva molte speranze di ritrovarla. Invece, nel giro di poche settimane la sua Rockrider gli è stata restituita dalla polizia di Bari. Due ragazzi hanno visto la foto-denuncia sulla pagina Facebook di CicloSpazio - associazione culturale nata nel 2011 nel capoluogo pugliese - e mentre passeggiavano per le strade di un altro quartiere, l’hanno riconosciuta. “Abbiamo segnalato la cosa al proprietario, che a sua volta ha chiamato la polizia - spiega Milena Ianigro di CicloSpazio - E, grazie alla ‘marcatura’ che avevamo fatto sul telaio della bici, le forze dell’ordine sono riuscite a risalire al legittimo proprietario. In questo caso era davvero Paolo, e così la bici gli è stata restituita”. CicloSpazio non è l’unico progetto a utilizzare gli strumenti del web porre un rimedio al furto delle bici. Online sono attivi da tempo il Registro Italiano Bici, Archivio Bici e Rubbici; da poco, poi, è arrivato anche Mappa la tua città. Seppure con modalità e strumenti diversi, sono tutti accomunati dalla volontà di contrastare un fenomeno che diventa sempre più pervasivo man mano che cresce il numero di ciclisti in Italia. Vediamo più da vicino come funzionano.

Antifurto diffuso - CicloSpazio sta sperimentando a Bari un modello di “antifurto diffuso” che mette insieme marcatura delle bici, un’anagrafe online e la partecipazione attiva di utenti e forze dell’ordine: “Chiunque può venire nella nostra officina e ‘marcare’ la propria bici con una targa univoca che viene ‘incisa’ sul telaio della bici (ad esempio: BA 00027 CS) - spiega a Sky.it Milena Ianigro -  In seguito generiamo un codice QR che può essere attaccato con uno sticker indistruttibile. Il codice rimanda a una pagina web del nostro sito dove si trova la scheda della bici, con il nome del proprietario e tutte le altre informazioni registrate”. Al momento CicloSpazio ha già marcato 180 biciclette a Bari: le schede sono tutte accessibili sul sito web, dove si trovano anche le segnalazioni di furto e una mappa interattiva. “Fino ad ora sono state rubate 12 delle bici che abbiamo registrato. Grazie alla marcatura, però, siamo stati in grado di ritrovarne quattro: due attraverso Facebook, una attraverso la polizia, una dallo stesso proprietario”. CicloSpazio sta così costruendo una soluzione dal basso e locale, basata non solo sulla tecnologia ma anche sulla partecipazione attiva di diversi attori: i ciclisti, i cittadini, le forze dell’ordine, le stesse istituzioni.

Marcatura e chip - In città come Padova, Venezia, Torino e Pescara, è proprio il Comune a offrire servizi di marcatura come quelli di CicloSpazio (senza, però, mettere a disposizione un registro online). In questo modo si incentiva l’uso della bicicletta e al tempo stesso si crea un deterrente per i ladri. Lo stesso ha fatto anche la Provincia di Milano con Mibicisicura, basato sull’inserimento di un microchip all’interno delle biciclette. Il progetto, però, è stato criticato perché alla Polizia non è stato dato un numero sufficiente di lettori per leggere i chip in caso di furto. Ancora diverso è il sistema in corso di sperimentazione a Rovereto: un microchip inserito nella targa che viene offerto dal Comune a un prezzo scontato (9,90 euro l’anno).

Registro Italiano Bici - Trenta comuni italiani (tra cui Parma e Brescia, Vicenza e Pesaro) stanno invece utilizzando da tempo la tecnologia messa a punto da EasyTag, società leader in Italia per i sistemi antifurto di oggetti mobili, che dal 2006 gestisce anche un Registro Italiano Bici online. “Il nostro sistema si basa su una speciale etichetta da attaccare sulla bici - spiega l’amministratore Claudio Pasinelli - Se anche viene rimossa, restano delle tracce che fanno capire che la bicicletta potrebbe essere stata rubata”. Il kit standard costa 9,90 euro e la protezione dura tre anni. “Il registro è attivo dal 2006 e conta oltre 100mila bici registrate. Dal momento che rispettiamo tutte le normative, il registro online è spesso utilizzato dalle forze dell’Ordine per identificare chi ha subito un furto”. Anche i cittadini privati possono consultare il registro per scoprire se una bici risulta rubata oppure no: basta inserire il numero di telaio o di targa. “Questo strumento è accessibile anche attraverso i QR Code: dopo aver puntato lo smartphone si può scoprire se è stato denunciato un furto su una bici che si sta per comprare”.

Rubbici
- “Facciamola finita”. E’ questo, invece, il claim di RuBBici.it, servizio arrivato online a fine 2011 da un’idea di Matteo Ganassali, studente di ingegneria di 21 anni. Il sito mette a disposizione un registro online di bici rubate (senza offrire, però, nessun servizio di marchiatura o microchip): “Al momento nel nostro database sono presenti 1632 segnalazioni. Molte sono le comuni CityBike, ma ci sono anche numerose bici da corsa di buon livello” spiegano i gestori del sito. In un’altra sezione si trovano le segnalazioni di “Bici sospette” e di “Bici Ritrovate” e un elenco di “luoghi sospetti” di varie città italiane in cui vengono segnalati più furti: a Milano è la  Fiera di Senigallia, a Bologna Via Zamboni, a Roma Piazza Ippolito Nievo.

ArchivioBici.it
- Nasce come progetto senza scopo di lucro anche ArchivioBici.it, lanciato nel 2011 da Stefano Mecchia, programmatore di 44 anni di Roma. Anche in questo caso si può registrare la propria bici online in modo da avere una prova di possesso in caso di ritrovamento: il registro non è però pubblico, si può solo consultare l’elenco delle bici rubate. “Un punto fermo di Archiviobici.it è la protezione della privacy anche in caso di furto. Facciamo noi da intermediari tra il proprietario derubato ed eventuali segnalazioni della bici rubata”, spiega Stefano Mecchia, aggiungendo poi: “Siamo tutt'ora alla ricerca di una collaborazione con le forze dell’ordine per stabilire un punto di contatto tra il sito e le loro strutture informatiche”.

Mappa la tua città - E’ invece uno degli ultimi arrivati Mappa La Tua Città, lanciato l’11 gennaio da Mauro Di Gregorio, agente di polizia municipale di Alessandria. L’idea è nata dalla tesi di laurea realizzata da Di Gregorio sul furto di bici nella città in cui lavora: “Ho potuto raccogliere molte informazioni utili, sia attraverso questionari che avendo accesso alle denunce effettuate presso le autorità - spiega a Sky.it Mauro Di Giorgio - Alla fine è nata l’idea di realizzare una mappa con gli hotspot in cui sono più frequenti i furti”. A differenza degli altri progetti, Mappa La Tua Città non vuole costruire un’anagrafe online, ma fornire strumenti interattivi (mappe, grafici) che aiutino a capire meglio come funziona il furto nelle diverse città italiane e, magari, spingere i ciclisti ad evitare di lasciare la bici nei quartieri più a rischio.