di Carola Frediani

Si fa presto a dire auto elettrica, se poi non si sa dove ricaricarla. Al di là degli incentivi economici, per altro lungamente attesi, o della coscienza ecologista, il modo migliore per promuovere la mobilità sostenibile è accrescere la rete di colonnine a cui attaccare il proprio veicolo prima che la batteria esali l'ultimo respiro. Punti di ricarica che in Italia sono ancora pochi. Ma soprattutto, dove si trovano?

È la domanda a cui intende rispondere Plugsurfing.it, una piattaforma (con relative app per smartphone) lanciata la scorsa settimana nel nostro Paese che permette di individuare su una mappa le agognate colonnine pubbliche e commerciali, nonché le spine di privati, installate in casa o nei garage, disposti in qualche modo a condividerle.

Sul sito infatti si può controllare l'elenco alfabetico di tutte le mini-stazioni di rifornimento nazionali oppure cercare quelle di una specifica zona. In tal caso sulla cartina appaiono delle icone, cliccando sulle quali si accede a ulteriori dati su una certa colonnina: l'indirizzo stradale e le coordinate geografiche, i connettori utilizzati, e il tipo di veicolo (auto o bike) per il quale è abilitata. L'utente può anche dare un voto alla postazione, condividerla su social network, aggiungerla ai "preferiti", e vedere quali sono i punti di ricarica alternativi più vicini.

Come funziona Plugsurfing



Più che un semplice collettore di informazioni, Plugsurfing vuole essere un social network e costruire una community di guidatori green. L'azienda – nata a Londra e con sede operativa a Berlino – ha già lanciato la piattaforma in diversi Paesi, a cominciare dalla Gran Bretagna, dall'Olanda e dalla Germania, che sul tema delle colonnine e delle e-cars – come mostra anche la mappa internazionale del sito – sono molto più avanti di noi.

“In Italia ci sono circa 260 colonnine, molto meno rispetto ad altri Paesi europei”, spiega a Sky.it Manfredi Pomar, community manager di Plugsurfing. “Del resto anche la vendita di vetture elettriche è più limitata”. E soprattutto, guardando la mappa, a sud di Roma non si vede un punto di ricarica. “Il Meridione è quasi a zero. Mentre le zone più coperte sono Milano e Brescia, l'Emilia-Romagna, il comune di Firenze e Roma”, prosegue Pomar.

Ma come avviene la raccolta dati? Tramite le segnalazioni degli utenti, ma soprattutto attraverso informazioni fornite direttamente alla piattaforma dalla pubblica amministrazione o dai fornitori di energia. “Riceviamo però ancora delle liste statiche, che non permettono aggiornamenti in tempo reale: in Olanda, invece, c'è un sistema automatizzato in grado anche di indicare lo stato di una colonnina, cioè se in quel momento è occupata”, precisa Palomar.

Plugsurfing non è l'unico sito che fornisce informazioni sui punti di ricarica in Italia – ad esempio è attivo da tempo Colonnineelettriche.it. Tuttavia è il primo che ambisce a essere un vero social network; inoltre la sua visione internazionale può essere utile anche per chi si sposta con l'auto fuori dai confini italiani.
Del resto l’obiettivo del servizio è proprio quello di arrivare a includere tutte le infrastrutture di ricarica in Europa. Dove si stima che le vendite di auto elettriche balzeranno dalle 47mila unità di oggi alle 900mila del 2020, con una crescita complessiva annuale del 44 per cento. Mentre, tra 8 anni, i punti di ricarica europei saranno circa 4,1 milioni. Almeno così prevede uno studio di Pike Research, istituto specializzato in ricerche sul clean tech. E ovviamente, dovrebbe crescere anche il business delle vendite di colonnine: dai 72 milioni di euro di oggi a oltre un miliardo nel 2020.