di Gabriele De Palma

Abitazioni ecosostenibili al 100 per cento, realizzate con materiale di recupero o comunque a "km 0" e pronte in pochi giorni. Sono i prototipi vincitori del concorso Eco_luoghi organizzato dall'associazione Mecenate 90 e in mostra a Roma fino a fine luglio nei giardini del Museo nazionale delle Arti del XXI secolo (o Maxxi). Dieci abitazioni in tutto, cinque per categoria (over e under 35, in base all'età degli architetti progettisti), che incarnano le concezioni più evolute di eco-sostenibilità in 45 mq di suolo occupato, condizione per partecipare al concorso.

Lana e foglie Legno, pietra e vetro sono gli elementi a partire dai quali le case sono costruite, ma anche foglie, cannicciato e lana di pecora vengono usati per assicurare l'isolamento termico e acustico. Tanti pannelli fotovoltaici e la presenza (nel progetto, non nell'installazione romana) di mulini ad acqua per approvvigionarsi energeticamente. Un modo di vivere gli spazi e integrarsi con l'ecosistema che ha ricevuto il plauso del ministro dell'Ambiente Corrado Clini e che al termine della mostra saranno riallocate per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia. Le soluzioni presentate nei progetti degli architetti vincitori del concorso sono molte e contemplano quasi tutte un largo utilizzo di legno soprattutto per le mura esterne. In alcuni casi i pannelli sono assemblati in modo da diventare intercapedine che può essere riempita con materiale di recupero per aumentare l'effetto isolante. Originale la scelta degli architetti sardi Cogodda e Cabras che assicurano la giusta temperatura all'ambiente domestico grazie alla lana di pecora, utilizzata come farcitura delle pareti. La Casa Panoramica Bioclimatica (e la facciata costituita interamente di finestre spiega il nome) può essere realizzata in soli 25 giorni rendendola allettante nei casi di ricostruzione dopo i cataclismi. Per il rivestimento esterno ha invece pensato alle foglie (o ad altri materiali di recupero da reperire preferibilmente nei dintorni, e quindi a "km 0") Francesco Bombardi che ha strutturato la propria Legologica come il celebre gioco di costruzioni: mattoncini molto leggeri e cavi, facilmente componibili che possono essere riempiti di qualunque materia isolante; nell'installazione al Maxxi sfoggiano un perimetro esterno ricoperto di foglie.

Nuove palafitte
– Paglia e legno sono invece utilizzati come rivertimento esterno di Idra, disegnata da Tommaso Pascutti, e che mostra tutto il proprio spendore su carta, o meglio su simulazione digitale: la casa, di fatto una palafitta ecofriendly del XXI secolo, è disegnata per stare sui corsi d'acqua e rifornirsi di energia tramite due grandi mulini che ne delimitano i confini. Come Pascutti anche altri architetti hanno ideato l'ecoabitazione pensandola per uno specifico territorio e conformandosi ad esso. Così per la Casa di paglia delle Dolomiti dell'under 35 Paolo Robazza o quella uscita dalla matita di un altro 'giovane', Filippo Spaini. Si chiama High-tech Low-tech ed è ambientata perfettamente per mimetizzarsi nelle colline del Cilento.

Minimalismo ecologico
- Lo stile è quasi sempre minimal, sia per gli esterni che per gli interni, come in Casaminima 45 di Francesco Gostoli e in Guscio 77 di Daniela Pastore del Laboratorio di architettura contemporanea, che sfrutta anche le pareti laterali per ottenere la massima resa energetica dai pannelli solari. Network "rururbano" sostenibile è la soluzione trovata da Mauro Frate per coniugare le comodità della città e l'ecosostenibilità della campagna e così anche nuEvo di Federico Pella e 3RStrawbaleHouse in cui Anna Lovisetto protegge l'abitazione dai raggi solari (o almeno lo fa nell'installazione nei giardini del Maxxi, su carta invece il dettaglio non si vede) con un sistema molto semplice e completamente ecosostenibile: gli ombrelli.