di Isabella Fantigrossi

Pannelli solari al day hospital, pensiline fotovoltaiche nell’area verde dell’ospedale e una fontana con giochi d’acqua attivata dall’energia pulita. All’Istituto Gaslini di Genova, il più grande nosocomio pediatrico del nord Italia, le energie rinnovabili diventano etiche: entrano cioè in uno dei luoghi, come è appunto un ospedale, ai margini della vita sociale. È il senso del progetto "Energie per il sociale" avviato dal Gse, il Gestore dei servizi energetici, la società del Ministero delle Finanze che si occupa degli incentivi alle energie pulite, che ha scelto di agevolare l’installazione di impianti fotovoltaici e interventi per l’efficienza energetica in alcune strutture del terzo settore come penitenziari, comunità di recupero e appunto ospedali. Obiettivo del Gse quello di avvicinare aziende finanziatrici alle realtà del sociale sempre bisognose di aiuto. Incentivando lo sviluppo di energie pulite: attraverso "Energie per il sociale", patrocinato dal Presidente della Repubblica, le prime organizzazioni coinvolte produrranno 500.000 kWh all’anno di energia da fonti rinnovabili con una riduzione di emissioni di CO2 di 250 tonnellate.

E così a Genova F2i - Fondi italiane per le infrastrutture e Gse faranno realizzare da maestranze locali un brise-soleil fotovoltaico per il padiglione d’ingresso del Gaslini, un impianto solare a copertura del nuovo padiglione Ospedale di Giorno che garantirà le cure a oltre 500 bambini al giorno, pensiline ombreggianti nell’area verde e una fontana dotata di giochi d’acqua azionata da piccoli pannelli fotovoltaici manovrati dai bambini stessi. In tutto al Gaslini di Genova sarà installata una potenza di 25 kWp (kilowatt picco) in grado di produrre 30mila kWh (chilowattora) all’anno con un risparmio di 15 CO2 eq emessi ogni 12 mesi. Tutti interventi utili, da un lato, a ridurre il consumo di energie da fonti fossili e le emissioni inquinanti in una struttura composta da ben 22 edifici e, dall’altro, ad avvicinare i bambini dell’ospedale alla conoscenza dell’energia solare attraverso l’utilizzo di giochi.

All’Istituto Penale per Minorenni di Nisida (Napoli), invece, che accoglie oggi circa 60 adolescenti tra i 14 e i 21 anni, il progetto mira a fare della struttura "un centro significativo per la dimostrazione e la sperimentazione dell'innovazione tecnologica sulle fonti rinnovabili". Con il contributo di E.On saranno realizzati un pergolato fotovoltaico, un impianto solare sulla copertura della mensa e uno solare termico sopra i dormitori. E il beneficio in questo caso sarà doppio. Oltre all’incentivo alle fonti pulite, l’intervento del Gse servirà anche a insegnare un lavoro ai ragazzi del carcere che saranno coinvolti nella realizzazione degli impianti. Allo stesso modo avverrà a San Patrignano dove i circa 1100 ragazzi tossicodipendenti ospiti della comunità parteciperanno alla creazione degli impianti previsti per ridurre il fabbisogno energetico della struttura. E a beneficiare del progetto saranno anche l'Associazione Gruppo di Betania Onlus a Milano, la Fabbrica delle "e" di Torino di Libera - Gruppo Abele, e la Fondazione Whitaker a Mozia sull'isola siciliana di San Pantaleo.