di Isabella Fantigrossi

Parigi, da ville lumiere a "ville electrique". È nella capitale francese infatti che è partito il primo servizio pubblico di car sharing elettrico in una città europea, il più grande al mondo. Dopo il bike sharing Velib, attivo da qualche anno e diventato in poco tempo simbolo ecologico parigino, è in funzione da dicembre scorso Autolib, grazie al quale è possibile noleggiare liberamente - 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, anche per un’ora soltanto - automobili al 100% elettriche tra la città e gli 81 comuni limitrofi. Con un bacino di utenza di 4 milioni di clienti tra Parigi e l’Ile de France, Autolib punta a diventare un enorme servizio di mobilità sostenibile urbana. Concepito per cambiare la concezione di automobile ancora diffusa, da proprietà personale a mezzo utile sono in alcuni momenti e da utilizzare in condivisione. Partito pochi mesi fa con una sessantina di Bluecar, il progetto fortemente voluto dal sindaco Bertrand Delanoë fa circolare oggi quasi 1700 auto elettriche che entro l’estate dovrebbero salire a 2000 dislocate in 1100 stazioni (guarda la mappa). E da dicembre a maggio il numero di abbonati è già passato da 5.500 a 15mila, di cui più di 5mila con un abbonamento annuale (gli altri hanno scelto una formula giornaliera o mensile).

Ecologica, elettrica e intelligente - dotata di un computer con schermo tattile che indica le stazioni libere per il parcheggio, segnala le anomalie e il livello della batteria, e permette di comunicare in permanenza con i tecnici del centro operativo - la Bluecar di Autolib è una due porte lunga 3,65 metri, di colore grigio alluminio, con quattro posti, cambio automatico e tecnologia satellitare. Raggiunge una velocità massima di 130 chilometri all’ora, non fa rumore e non ha odore. Ed è pure realizzata in Italia nello stabilimento torinese di Bairo Canavese: ad aggiudicarsi dal comune di Parigi la concessione per la fornitura di minicar è stato infatti il finanziare francese Vincent Bollorè che, a sua volta, ha stipulato con Pininfarina e Cecomp, l’azienda fornitrice della parte meccanica della vettura, un accordo per la realizzazione delle auto. Per noleggiare una Bluecar bisogna sottoscrivere un abbonamento online e attivare una carta elettrica: per entrambi serve la patente di guida e una copia della carta d’identità. A questo punto basta appoggiare la tessera sul dispositivo accanto allo specchietto retrovisore per avere accesso ai servizi Autolib. La minicar funziona con batterie di nuova generazione litio-metallo-polimero (LMP): collegata sul retro con una presa alla corrente elettrica della stazione di servizio, si ricarica ogni quattro ore. Gli abbonamenti sono di tre tipi: giornaliero, settimanale e annuale (a 144 euro se individuale, a 132 se familiare), a cui va aggiunta una tariffa variabile di circa 5 euro per ogni mezz’ora di utilizzo. 

"Per me Autolib non è solo una sfida economica o industriale", ha dichiarato Bollorè all’avvio del servizio. "È una scommessa sul futuro dei cittadini, per l'innovazione e per un nuovo modo di spostarsi in città. L'obiettivo è avere una riduzione del 50% di auto a benzina a Parigi entro il 2030 e la possibilità un giorno di cambiare modo di vita e di avere città senza il rumore e l'inquinamento delle macchine a benzina. Prima dobbiamo completare il progetto a Parigi e nell'Ile de France", ha aggiunto Bollorè al Salone dell’auto di Ginevra a marzo scorso, "poi potremmo guardare ad altre città. In futuro, Milano, Torino e Roma potrebbero fare esperienze analoghe a quella in corso a Parigi". Intanto però dall’avvio del servizio non è stato tutto rose e fiori. A protestare duramente contro Autolib i tassisti parigini che hanno denunciato la concorrenza sleale creata dal comune di Parigi con l’introduzione del car sharing pubblico. E pure molti ambientalisti francesi, tra cui lo stesso partito Europe ecologie Les Verts guidato da Eva Joly: il progetto sarebbe costato troppo, 25 milioni di euro solo per Parigi, e Autolib, che punterebbe ad aumentare il numero di veicoli in circolazione, alla fine penalizzerebbe i trasporti pubblici locali.