di Eva Perasso

“Non reinventate la ruota, semmai rubatela". L’invito a sfruttare le idee altrui, quando si parla di sostenibilità e buone pratiche per le città più grandi e popolate al mondo, era tanto banale quanto poco sfruttato. Almeno finché non è arrivato qualche mese fa dai Living Labs Global, associazione no-profit di Copenhagen, impegnata ad aiutare a risolvere i problemi dei nuclei abitati. Perché i dilemmi delle città spesso sono gli stessi: dalla connessione internet per tutti agli ingorghi stradali, dalla costruzione di edilizia a prezzi popolari al convincere gli abitanti ad abbandonare l’auto, dal monitoraggio del traffico per ridurre le emissioni ai programmi per informare i cittadini.

Soluzioni e problemi. E allora ecco i Living Labs Global Awards. Organizzati per il terzo anno consecutivo dal think tank di Copenhagen, cercano di riempire un vuoto: collegare domanda con offerta e insegnare, a partire dai casi già collaudati, come muoversi a chi sta iniziando ad affrontare un problema. Con soluzioni il più possibile funzionali, collaudate, a basso costo e alto impatto di riuscita. Aiutando, peraltro, piccole imprese virtuose a far conoscere i loro prodotti migliori. Ecco perché le metropoli che hanno partecipato al programma - conclusosi nei giorni scorsi a Rio de Janeiro con le premiazioni delle idee vincenti e i contratti pronti alla firma per mettersi all’opera – hanno tutte deliberatamente copiato quel che facevano gli altri. Aprendo un canale di comunicazione diretto ed efficace, grazie ai Living Labs Global, tra amministrazioni locali molto distanti, uno dei traguardi più difficili da raggiungere.

Metropoli intelligenti.
San Francisco per esempio ha guardato in Europa per studiare un sistema intelligente per controllare le luci delle sue strade, riuscendo a isolarle singolarmente in caso di guasto: si occuperà di questa fornitura un’azienda svizzera.
A Roma (il progetto era guidato dalla Regione Lazio) si è trovata la soluzione per un progetto di gioco nei bus (play with bUS), con una piattaforma per far divertire turisti e abitanti che funzioni su tutta la rete dei trasporti locali, trovando il modello economico vincente grazie all’aiuto dei consulenti danesi di CityMart.
Per convincere i cittadini di Città del Messico a spostarsi in bus e non in auto è arrivata invece una società statunitense che ha lavorato soprattutto sull’informare gli abitanti su percorsi, orari, ritardi, stato dei mezzi, cercando di riconquistare la fiducia in una macchina mastodontica che deve organizzare i flussi e risolvere le problematiche di circa 100mila mezzi.

I finalisti. E via dicendo: i vincitori che hanno passato le selezioni tra le prime 50 città (e 555 soluzioni proposte da aziende locali di tutto il mondo) sono 21: oltre a Roma e Città del Messico, ci sono molte europee come Barcellona e Londra, Amburgo e Birmingham, ma anche la nigeriana Lagos, l’indiana Lavasa, la messicana Guadalajara e Santiago del Cile, Città del Capo in Sudafrica e la giapponese Fukuoka. Per tutte, oltre a copiare e imparare dalle esperienze altrui, vale il principio della condivisione: lo hanno capito bene per esempio le europee Barcellona e Amburgo insieme con tutte le inglesi partecipanti e Rio de Janeiro. Tutte hanno scelto la stessa azienda per risolvere il medesimo problema, ovvero informare i cittadini sulla rete di trasporto pubblico, i servizi in città, i luoghi turistici attraverso i loro cellulari. A Rio addirittura, prenderà vita il progetto Knowledge Square: piccoli spazi cittadini dove i meno abbienti possano andare e collegarsi a internet, trovandovi non solo la connessione gratuita, ma anche i dispositivi attrezzati per navigare.