Le coste italiane sono a rischio: meno del 30% sono ancora allo stato naturale. E non solo: ad oggi meno dell'1% del Mediterraneo è tutelato da aree protette e la sua salute è messa a rischio ogni giorno da inquinamento e pesca eccessiva, dal turismo di massa e dal traffico marittimo che arriva a 200.000 grandi  navi in transito ogni anno, anche nelle aree protette. A lanciare l'allarme è il Wwf che quest'anno sceglie di dedicare a alle coste e al mare l'edizione 2012 della Festa delle Oasi, la grande festa della natura italiana che il 20 maggio aprirà gratuitamente al pubblico oltre 100 aree naturali protette dal Panda lungo tutto lo stivale.

Un mare di oasi per te  - Dopo il successo dell'edizione 2011 che ha permesso di salvare due nuovi boschi, il Wwf lancia la nuova campagna 'Un mare di Oasi per te' per proteggere tre preziose aree costiere, in Sardegna, Puglia e Veneto. Dal 29 aprile al 20 maggio, tutti potranno aiutare il Wwf inviando un sms al 45503 o recandosi presso le filiali e gli sportelli automatici (Atm) Unicredit in tutta Italia.

Salviamo la fragile Italia  - L'obiettivo è dare vita alla nuova Oasi Wwf Scivu ad Arbus, in  Sardegna, un vero paradiso di dune alte sabbiose e fitta macchia mediterranea, detta 'parlante' perché battuta dal vento di maestrale, dove si incontra il cervo sardo, ma anche minacce come il taglio dei ginepri secolari o il passaggio di fuoristrada. E ancora: bonificare la bellissima spiaggia che costeggia la Riserva naturale e Oasi Wwf Le Cesine, nel Salento, in Puglia. Infine, riforestare e riqualificare le zone umide dell'Oasi Wwf Golena di Panarella, in Veneto, un paradiso di biodiversità alle porte del Delta del Po.

Scomparso l'80% delle dune  - La fotografia scattata da Wwf alle coste italiane nel dossier "Coste: Il profilo fragile dell'Italia" diffuso il 29 aprile, non offre notizie incoraggianti: quasi 8.000 chilometri di litorali sono infatti sotto pressione, fino a rischio scomparsa. A minacciarli l'erosione costiera, il degrado, la cementificazione selvaggia, l'inquinamento da terra e dal mare. Al punto che, nell'ultimo secolo, è già sparito l'80% delle dune, è stato eroso il 42% dei litorali sabbiosi e compromesso più del 50% delle nostre coste.