di Isabella Fantigrossi

Una casa con i muri di paglia e legno, intonacati con il cocciopesto. In Italia di edifici costruiti con questa tecnica completamente naturale ce ne sono già una trentina. Ma questa volta l’eco abitazione fatta con un materiale low cost che arriva dai campi si trova in città, al quartiere Quadraro, nel cuore di Roma (guarda le foto).
L’idea di costruire la prima casa di paglia in contesto urbano è arrivata dal proprietario dell’edificio, un privato, ma il progetto è degli architetti dello studio Bag Officinamobile, specializzato in bioedilizia, lo stesso che ha realizzato l’Ecovillaggio di Pescomaggiore, in provincia dell’Aquila, e una casa di paglia a Ostuni, in Puglia. "Questa volta il nostro obiettivo", ha raccontato Paolo Robazza, architetto dello studio, "era di sfatare il luogo comune che vuole che la paglia sia adatta a costruire solo in contesti rurali. Si tratta, invece, di un materiale valido anche per il contesto urbano".

E così a gennaio 2012 è partito il cantiere al Quadraro. A oggi dell’edificio, che sorge al posto di una vecchia locanda abbandonata del quartiere che è stata demolita, sono state completate la struttura in legno, la copertura e la tamponatura in balle di paglia al posto dei mattoni. Poi al posto dell’intonaco verrà utilizzata l’antica tecnica, oggi in disuso, del rivestimento in cocciopesto. E a luglio i lavori dovrebbero finire. Tanti i vantaggi del costruire secondo quest’arte che arriva dal Nord Europa: "La casa respira, è destinata a durare nel tempo, è efficiente dal punto di vista energetico, calda d’inverno e fresca d’estate, completamente naturale", spiega Robazza. In più, il progetto dell’edificio romano prevede un sistema di raccolta dell’acqua piovana, pannelli fotovoltaici e il solare termico per energia elettrica e acqua calda. Insomma, una casa ad altissima qualità a un costo relativamente basso: "Per costruirla si spendono circa 1200 euro al metro quadrato, molto meno che realizzare un edifico con la stessa prestazione energetica fatta con altri materiali, più tradizionali".

Ma le novità del casa progettata dallo studio Bag non sono finite qua. Il cantiere stesso è sui generis perché vi partecipano geometri, ingegneri, studenti di architettura da tutta Italia che stanno contribuendo attivamente alla costruzione della casa in paglia. "Per quattro weekend da febbraio a giugno il cantiere è aperto alla partecipazione dei giovani professionisti che si sono iscritti al corso di formazione", racconta Robazza. Per insegnare una tecnica edilizia "che è molto importante diffondere", Bag Officinamobile ha infatti organizzato alcune lezioni che si svolgono interamente sul posto. "Secondo noi partecipare concretamente a tutta la vita del cantiere è una modalità di apprendimento tanto efficace quanto rara. Per un giovane è davvero inusuale avere la possibilità di imparare una tecnica poco conosciuta lavorando insieme ad altri venti professionisti. Certo", dice Paolo Robazza, "con tanta gente presente dobbiamo stare ancora più attenti a evitare incidenti di qualunque tipo ma, una volta messo in sicurezza il cantiere, ogni weekend si crea un clima di lavoro molto piacevole e divertente". E in tanti hanno apprezzato: "Con tutte le richieste di adesione che abbiamo avuto avremmo potuto organizzare altri tre o quattro corsi".