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di Isabella Fantigrossi

"Coltiva ortaggi, cambia il mondo" è il motto. Meglio ancora se lo fai insieme ad altri. E così è nato Grow the planet, un nuovo social network dedicato a chi vuole imparare a coltivarsi un orto, scambiare i propri prodotti della terra e sapere qual è il piccolo terreno coltivato più vicino a casa. Progettato da tre giovani toscani aiutati dall’incubatore d’imprese H-Farm, il sito è rivolto ai neofiti delle colture sul balcone in città ma anche a professionisti e ristoratori decisi a proporre pietanze vegetariane davvero a chilometro zero. Ma come funziona questa sorta di "Farmville" della vita reale?  L’iscrizione al social network è gratuita. "Nella sezione Impara", ha spiegato Gianni Gaggiani, uno dei fondatori, "proponiamo una sorta di Wiki con i trucchi del mestiere". Notizie, curiosità e tutto quello che c’è da sapere per coltivare da sé insalata, zucchine o erbe aromatiche. "Il cuore del progetto è invece la sezione Coltiva, dove un tutor fa e-learning. E grazie a un nostro algoritmo", continua Gaggiani, "diamo i tempi della semina e della raccolta geolocalizzati, zona per zona". Già, perché Grow the planet, come quasi tutti i social network, è georeferenziato: c’è quindi la possibilità di conoscere altri appassionati, insomma i propri "vicini di orto", con cui creare una piccola comunità locale. Infine, ha spiegato Gianni Gaggiani, "abbiamo ideato un sistema di baratto 2.0 per smaltire i propri picchi di produzione. Chi ha esperienza di orto sa che si rischia di mangiare zucca per giorni dalla mattina alla sera. Con il nostro sistema invece ci si può scambiare le eccedenze con semi e pianti di altri iscritti".



18 milioni di orti - Grow the planet, partito da poco e finalista a San Francisco all’ultima edizione del concorso per startup TechCrunch Disrupt, è già frequentato da più di cinquemila iscritti. ''Complice la crisi, c'è un crescente interesse all'avvio di orti", ha spiegato Gaggiani. In Italia effettivamente sono stati censiti più di 10 milioni di orti, numero che sale a 18 se si sommano le piccole coltivazioni, in balcone così come negli orti urbani. Secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat, quello dell’orto urbano è un hobby che coinvolge il 37% degli italiani, allo stesso modo maschi e femmine, e che piace ai giovani - è praticato da più di uno su quattro tra chi ha tra i 25 e i 34 anni - anche se l'interesse aumenta con l'età e raggiunge quasi la metà degli over 65.

Mappe online – E per diffondere la pratica degli orti urbani continuano a svilupparsi in rete iniziative utili ai contadini metropolitani. A Roma nel 2010 è nato Zappata Romana, una community capitolina nata con l’idea dei due fondatori, Luca D’Eusebio e Silvia Cioli, di mappare orti e giardini condivisi in città. Sul sito si trovano anche manuali e consigli per ortisti alle prime armi.




Progetto simile quello milanese di Orto diffuso: nato da un’idea di Mariella Bussolati, il blog censisce tutto il verde coltivato nel capoluogo lombardo. In altre città, invece, come a Bologna, sono gli enti pubblici a pubblicare online le mappe degli orti urbani che i Comuni affittano ai cittadini. Diffusi in tutta Italia invece sono gli aderenti a Guerrilla Gardening, una rete online di "giardinieri sovversivi" che, per riprendersi gli spazi verdi delle proprie città e risistemarli a orto o giardino, organizzano e poi segnalano in rfete i cosiddetti "Green attack". Ovviamente, armati di zappa, concime e sementi.

armati di zappe e concime, vogliono riprendersi gli spazi verdi delle proprie città e risistemarli. Progetto simile quello milanese di Orto diffuso: nato da un’idea di Mariella Bussolati, il blog censisce tutto il verde coltivato nel capoluogo lombardo. In altre città, invece, come a Bologna, sono gli enti pubblici a pubblicare online le mappe degli orti urbani che i Comuni affittano ai cittadini. Diffusi in tutta Italia invece sono gli aderenti a Guerrilla Gardening, una rete online di "giardinieri sovversivi" che, per riprendersi gli spazi verdi delle proprie città e risistemarli, organizzano, e poi segnalano in rete, i cosiddetti "Green attack". Ovviamente, armati di zappa e concime.