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Rifiuti, ecco i Comuni "ricicloni": vince il Nord-Est

di Isabella Fantigrossi

In Italia si producono ancora troppi rifiuti. Lo dimostrano gli ultimi dati Istat, secondo cui nei comuni capoluogo di provincia la quantità pro capite di rifiuti urbani nel 2010 è tornata a crescere dopo tre anni di diminuzione (609,5 kg ad abitante all’anno, +0,9% rispetto al 2009, contro una media europea di mezza tonnellata circa). Che fare allora per mantenere alta l’attenzione sul tema? Anche quest’anno l’Unione europea organizza la Settimana per la riduzione dei rifiuti, giunta alla sua terza edizione, in programma dal 19 al 27 novembre. Sette giorni per promuovere azioni sostenibili nella propria azienda, a scuola, in ufficio e far capire ai cittadini l’impatto dei consumi quotidiani sull’ambiente. In Italia quest’anno sono 888 i partecipanti che si sono iscritti all’iniziativa – più della metà pubbliche amministrazioni, il 30% sono associazioni o imprese, il 10% scuole, il restante privati cittadini (guarda l’elenco dei partecipanti e le loro azioni). Mentre in tutta Europa sono oltre 5000 le eco-azioni già registrate alla pagina ufficiale. Per una settimana gli aderenti metteranno in pratica qualche comportamento "buono" per diminuire il peso della montagna di spazzatura ogni anno generata e calcoleranno poi la quantità di rifiuti evitata. L’Unione europea potrà così rilevare il risparmio complessivo in tutti i suoi 27 Paesi dopo 7 giorni di impegno.

Come ridurre i rifiuti? – Le attività della Settimana sono di tutti i tipi: si può spiegare a scuola che cosa è il compostaggio per poi farlo replicare a casa oppure organizzare un evento in un supermercato per informare i consumatori si come fare una spesa intelligente. Cinque comunque le categorie di azioni comuni in tutta Europa. Chi partecipa si dovrà impegnare a buttare meno carta, visto che di questo materiale è il 30-40% dei rifiuti solidi prodotti in Europa, e a diminuire la pubblicità indesiderata che si riceve in casa, attaccando l’adesivo "No pubblicità in buca" sulla propria cassetta delle lettere. Gli aderenti cercheranno poi di ridurre i rifiuti alimentari: comprando le giuste quantità di cibo, controllando le date di scadenza, trovando il modo di cucinare gli avanzi, conservando in modo corretto. E infine proveranno a riparare gli oggetti rotti, invece di buttarli, e a ridurre l’eccesso di imballaggi, per esempio cercando dove possibile di acquistare prodotti sfusi, concentrati e in formato famiglia.

Quanti rifiuti produce l’Europa? – Ma quanta è la spazzatura prodotta in tutta Europa? Secondo l’ultima indagine Eurostat, il totale dei rifiuti generati in Europa nel 2008 – dal settore manifatturiero, da agricoltura, energia, servizi e consumi famigliari - è pari a 920 milioni di tonnellate, cioè circa 1800 kg pro capite. Tra i membri dell’Ue i Paesi che ne producono di più sono il Regno Unito (16%), la Germania (14%), la Francia (10%), l’Italia (10%) e la Spagna (8%). Diversa la graduatoria se si guarda il dato pro capite. Qui dominano Estonia (8220 Kg), Finlandia (4350 Kg), Austria (2750 kg) e Svezia (2540 Kg). L’Italia è decisamente sotto la media con 1564 kg per abitante, in linea con la Francia e la Germania, ma con una percentuale ancora troppo alta di spazzatura casalinga: il 35% dei rifiuti del nostro Paese sono prodotti in casa, mentre in Europa la quota delle famiglie si ferma al 23% (Austria 17%, Svezia 19%, Finlandia 4%). Segno che in Italia le famiglie potrebbero fare molto per l’ambiente se cominciassero a ridurre drasticamente i rifiuti prodotti in casa.

Raccolta differenziata – In miglioramento, invece, in Italia la raccolta differenziata. Secondo l’Istat, nel 2010 la pratica di separare i rifiuti è in aumento dell’1,4% rispetto al 2009 con una media nazionale del 31,7%. Il dato più elevato si registra al Nord ovest (43,75%), seguito dal Nord est (37,93%). Al Centro la raccolta si ferma al 25% contro il 19% registrato al Sud e il 13% delle Isole (Sardegna al 54%, Sicilia all’11%). Tra i Comuni capoluogo che hanno raggiunto l’obiettivo del 50% di differenziata, nel 2010 si sono piazzati sul podio Pordenone (78,6%), Novara (72,6%) e Carbonia (72,1%). In fondo alla classifica invece Messina (5,3%), Siracusa (3%) ed Enna (1,2%).