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di Greta Sclaunich

Bomboniere con prodotti di recupero, partecipazioni via email, buffet a base di prodotti locali (e stoviglie riciclabili): il matrimonio green si fonda sulla filosofia del chilometro zero ma con dettagli da esperto internauta. Come i collegamenti in streaming per i parenti lontani e gli album di nozze digitali.
Agli italiani piace. Sempre più coppie vogliono sposarsi in maniera eco-solidale, anche se la maggior parte sceglie di gestire in modo green solo alcune parti dell’organizzazione (di solito, le bomboniere).

NOZZE GREEN - “I nostri clienti sono persone tra i 30 e i 40 anni con un alto tasso di scolarizzazione. Molto attente alle questioni ambientali, vogliono ottimizzare ogni dettaglio in modo da impattare meno possibile sull’ambiente”, spiega Claudio Severi. Insieme a tre amici (il più “vecchio” ha 30 anni) ha fondato due anni fa a Perugia Ecocongress, una società che si occupa di organizzare eventi in modo eco-solidale. Da pochi mesi hanno creato anche il marchio Green weddings, riservato ai matrimoni.
In Italia è ancora una novità, anche se sempre più wedding planner iniziano a specializzarsi anche nel campo green. Che, di fatto, significa saper organizzare un matrimonio secondo i dettami del chilometro zero, con un occhio di riguardo al recupero e una certa attenzione ai vantaggi garantiti dal web.
La chiesa viene quindi allestita con materiali di riuso, la festa organizzata in un luogo raggiungibile a piedi. I menu sono composti da prodotti locali (e rigorosamente di stagione), i tavoli decorati con piante a bulbo che saranno poi le bomboniere per gli invitati. C’è addirittura chi vuole anche le fedi con materiali di recupero e chi “personalizza” decorazioni e bomboniere offrendo propri oggetti da ri-utilizzare.

ATTENZIONE AL PORTAFOGLI - Riciclo, però, non significa risparmio. “Le nozze green costano più o meno come quelle tradizionali, forse un 5% in più”, sottolinea Claudio Severi. I ragazzi di Green weddings cercano di tagliare i costi organizzativi: “Gli incontri con i futuri sposi, se possibile, li facciamo via Skype: così si risparmia in benzina e sulla bolletta del telefono”. Tra i quattro soci uno è ingegnere ambientale: si occupa di ottimizzare l’organizzazione e la compensazione delle emissioni.
L’attenzione al dettaglio è fondamentale, ma spesso chi ci rimette è il portafogli: “Per esempio, per illuminare una stanza con il minor consumo possibile, bisogna usare le luci led. Che costano circa il 30% in più di quelle normali”.

ECO (ED EQUO) SOLIDALE - Per ora è solo una moda. Ma c’è chi ci crede: a Lacchiarella, in provincia di Milano, si sono dati appuntamento una ventina di espositori per la seconda Fiera del matrimonio solidale (30 ottobre). Organizzata dall’associazione Libero Laboratorio, specializzato in eventi solidali a basso impatto ambientale e con una particolare attenzione all’etica e alla sostenibilità, vuole mostrare le ultime novità in materia di eco-wedding. Eco ed equo: ci sono abiti da sposa prodotti in Bangladesh, gioielli etici, un’associazione di fotografi che stanzia il 30% del pagamento a progetti di solidarietà. Tra gli stand si aggirano giovani coppie in cerca di ispirazione: ne sono arrivate circa 400, tutte interessate ad un matrimonio all’insegna del green. Magari in una cascina o un casolare, i luoghi più gettonati tra i fan dell'eco-wedding.