La sala energia dell'Istituto Vallauri di Roma: ogni bicicletta è collegata a una dinamo che produce energia elettrica
Al via il progetto di un professore di un istituto romano: 18 biciclette collegate a una dinamo per produrre elettricità pulita e accendere computer o videoproiettori in aula. Così, faticando sul sellino, anche i giovani imparano il valore dell’energia
di
Isabella FantigrossiGuarda lo speciale Scuola e universitàPedalando s’impara, deve aver pensato Oscar Santilli, architetto e professore dell’
istituto tecnico Vallauri di Roma. E così nel 2007 è nata la sua idea della
scuola a pedali, un progetto realizzato tra 2010 e 2011, ora ai nastri di partenza, per insegnare ai ragazzi il valore dell’energia che ogni giorno consumiamo. Gli studenti pedalano su biciclette collegate a una dinamo e producono watt utili per far funzionare le attività dell’istituto. Lo scopo didattico è duplice, racconta Santilli a
Sky.it: "La scuola sfrutterà elettricità pulita ma, soprattutto - e qui sta il senso dell’insegnamento - gli studenti, rendendosi conto della fatica che si deve fare per produrre ogni singolo watt, capiranno quanto è preziosa l’energia. E ci penseranno su due volte prima di sprecarla inutilmente".
In una grossa aula della scuola, chiamata sala dell’energia, sono state costruite 18 postazioni – finanziate dalla
Provincia di Roma - in grado di produrre energia elettrica grazie alle dinamo attivate dal movimento umano. Ci sono otto spin bike – l’attrezzo da palestra per fare spinning – otto manovelle, da far girare con le braccia, e due rulli – del tipo di quelli da allenamento indoor - a cui agganciare le biciclette normali
(guarda le foto sul sito di Scuole a pedali). I watt prodotti verranno accumulati e contabilizzati su un server, visibile da tutta la scuola. Ciascun "ciclista" sarà dotato poi di una tessera nominativa con un chip elettronico su cui segnare la quantità di energia prodotta. "Questo credito", spiega il prof. Santilli, "sarà utilizzato per le attività didattiche dell’istituto, per alimentare lavagne elettroniche, videoproiettori o computer". Per farsi un’idea: un’ora di pedalata produce 100 watt, cioè serve, per esempio, a tenere accesa una lampadina classica da 100 watt per 60 minuti.
E per incentivare le pedalate, dopo una certa quantità di energia prodotta e consumata in modo virtuoso, i ragazzi saranno premiati con ingressi gratis al cinema o allo stadio messi in palio dagli sponsor. "Alcuni li abbiamo già, ma ne siamo sempre in cerca di nuovi. Chi ha voglia di sostenerci ne avrà un guadagno dal punto di vista dell’immagine". Saranno premiati con un credito energetico anche i ragazzi che sceglieranno di andare a scuola in bici invece che in motorino. E così succederanno cose strane, dice Santilli: "Con il meccanismo dei bonus arriverà il punto in cui lo studente chiederà di guardare un documentario al computer della scuola per poter andare allo stadio gratis…".
La sala ora è pronta. Prima di montare sul sellino e far andare i polpacci sul serio, l’ultimo passo da compiere è l’organizzazione: "Dobbiamo decidere durante quali lezioni poter pedalare, capire quali professori sono disponibili e regolare i turni. Alcuni docenti sono già d’accordo, anche perché si tratta di far perdere agli studenti al massimo un quarto d’ora a lezione", racconta Santilli. Un progetto unico, quello della scuola a pedali, anche all’estero -
France Press ne ha fatto un servizio (
guarda il video su Youtube) – e ambizioso. Perché non si fermerà probabilmente dentro le mura del Vallauri: "Come scuola vorremmo contribuire alle necessità della città. Ci piacerebbe, per esempio, donare una parte dei nostri watt per alimentare le colonnine di ricarica delle
auto elettriche oppure per accendere l’albero di Natale di piazza Venezia".