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100% green e a due minuti da Manhattan: per costruire la nuova università di New York si stanno sfidando i principali atenei a stelle e strisce, Stanford e Cornell in testa.
In palio 400 milioni di dollari di sgravi fiscali promessi dal sindaco Michael Bloomberg e i terreni di Roosevelt Island, isola della East River già ribattezzata Silicon Island. I dossier saranno consegnati il 28 ottobre, ma alcuni istituti hanno già presentato i loro progetti per il nuovo campus scientifico. Rigorosamente eco-compatibili e sostenibili.

L’università di Stanford sogna in grande e dalla sede di Palo Alto progetta un istituto gemello di 100mila metri quadri tutto all’insegna delle energie rinnovabili. Con una particolare attenzione all’acqua, l’oro blu del nuovo millennio: raccolta e riciclo di quella piovana per le toilette, costruzione di vasche per il filtraggio. Senza dimenticare impianti che consentano un utilizzo minimo dell’energia elettrica. La Stanford di New York costerà circa 2 miliardi di dollari e potrà accogliere oltre 2mila studenti. E sarà pronta non prima del 2045.
L’università newyorkese di Cornell, invece, punta sull'energia solare. Sui tetti degli edifici del campus prevede di installare l’equivalente di un ettaro e mezzo di pannelli solari, sui terreni invece vuole distribuire 500 pozzi per l’energia geotermica. Lo scopo? Creare un campus in grado di auto-produrre tutta l’energia che consuma.

Orti biologici (come quello di Michelle Obama alla Casa Bianca), tecnologie sperimentali, orientazione degli edifici in modo da massimizzare l’esposizione alla luce solare…ai due progetti non mancano dettagli comuni. E, a sentire i critici, (New York Times in testa) anche una certa grandeur: entrambi enormi, entrambi costosi, entrambi ambiziosi per quanto riguarda l’eco-sostenibilità.
Gli impianti di Cornell garantirebbero, a pieno regime, la produzione di 1,8 megawatts di energia. Abbastanza per coprire il fabbisogno di 1.400 famiglie americane. Mentre il progetto di Stanford prevede anche un sistema di raccolta dei rifiuti collegato a quello dell’isola tramite tubi ad alta velocità.

All’ombra dei due giganti, anche altri atenei portano avanti le loro candidature per Silicon Island. L’università Columbia si è concentrata sul riciclo dei materiali da utilizzare per la costruzione degli edifici, mentre il collettivo guidato dalla New York University punta sulla ristrutturazione e il rinnovo delle strutture già esistenti nell’area del futuro campus.