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di Isabella Fantigrossi

È stata un’azienda mantovana, la Foxil Free, dal 2005 impegnata nel mercato delle rinnovabili, a decidere di scommettere sulle auto elettriche. Così ha aperto ad Asola, in provincia di Mantova, la prima concessionaria in Europa completamente dedicata a questo tipo di mezzi. Nel primo mese di attività sono stati venduti 5 autoveicoli tra Brescia, Mantova e Verona. Un nuovo business per un'azienda che si sta dedicando ora anche alla produzione e al commercio di pensiline fotovoltaiche da 3 kw per la ricarica delle macchine a batteria: grazie ai pannelli solari, le nuove pensiline raccolgono l’energia di giorno per ricaricare i mezzi durante la notte.

Buone notizie, certo. Ma come è messo in Italia il mercato delle auto elettriche? Per ora i numeri sono davvero esigui. Secondo l'Osservatorio Metanauto che ha analizzato i dati Aci - Automobile Club d'Italia, il 93,58% dei veicoli circolanti in Italia (36.651.669 a inizio 2011) ha un'alimentazione tradizionale, a benzina o a gasolio. Le vetture a metano costituiscono l'1,80% del parco e quelle a gpl sono il 4,62%. Mentre per le auto elettriche la quota è praticamente nulla (0,003%): secondo l'Aci, gli esemplari circolanti all'inizio del 2011 erano soltanto 1.279. Causa dell’autonomia limitata delle auto elettriche e del loro costo elevato. Anche perché in Italia manca ancora un meccanismo di incentivo all’acquisto.

Dovrebbe arrivare a breve in Aula per la discussione un disegno di legge licenziato prima della pausa estiva dalla Commissione Attività produttive e trasporti della Camera. Il testo proposto da Agostino Ghiglia (Pdl) e Andrea Lulli (Pd), così come uscito dalla Commissione (leggi il testo integrale), prevede 220 milioni di incentivi alle auto elettriche da reperire attraverso la maggiorazione di un centesimo sul prezzo delle bottiglie di plastica. Così chi compra un’auto elettrica – i pochi modelli in commercio arrivano a costare oltre 30mila euro - potrebbe beneficiare di 5 mila euro di bonus per ogni mezzo acquistato entro il 2012, di 3 mila euro entro il 2013, 2 mila entro il 2014 fino a mille nel 2015. Insomma, se approvata, questa legge potrebbe dare una buona spinta all’avvio di un mercato per ora troppo costoso ed elitario.

Il testo poi dovrebbe disegnare, su tutto il territorio nazionale, le reti di ricarica pubblica a servizio dei veicoli alimentati ad energia elettrica. Resta infatti aperto il problema di dove ricaricare l’automobile nelle città. Intanto l’Autorità per l’Energia ha dato il via libera alle agevolazioni per realizzare oltre mille colonnine verdi in nove regioni. Saranno operativi, entro la fine del 2012, 200 punti di ricarica del Comune di Parma, e saranno a regime nel primo semestre 2013 52 colonnine a Milano e 23 a Brescia realizzate da A2A. Sempre entro il 2013 saranno pronte 310 stazioni di ricarica a Pisa, Bari, Genova, Perugia, in diversi comuni dell’Emilia-Romagna e dell’hinterland di Milano, tutte progettate da Enel Distribuzione-Hera. E poi 26 punti di ricarica a Roma e nell'hinterland di Milano volute da Enel Energia. E infine, nel 2014, saranno attive anche altre 150 colonnine tra Monza e Brianza, Milano, Roma, Napoli, Bari, Catania, Genova, Bologna e Varese, su progetto di Class Onlus.