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di Isabella Fantigrossi

Che succede se il mondo dell’acquisto solidale incontra quello delle energie rinnovabili? Nasce il progetto del Gruppo Energia che ha, tra gli obiettivi principali, quello di realizzare entro settembre 2011 sul tetto della cascina Santa Brera di San Giuliano Milanese (Milano), all'interno del Parco Agricolo Sud, la prima minicentrale a fotovoltaico in Lombardia finanziata dal basso. Questo l'originale progetto immaginato dal Gruppo Energia, il gruppo nato dal mondo dei Gas lombardi: singoli privati - iscritti ai Gas ma non necessariamente tali - investono una piccola quota associandosi a una cooperativa che costruisce l'impianto fotovoltaico sul tetto della cascina. L'energia prodotta è utilizzata direttamente solo da Santa Brera. E quella in eccesso viene immessa in rete, cioè venduta al fornitore nazionale che la ridistribuisce. Così chi partecipa al progetto, anche se non si approvvigiona direttamente dell'energia prodotta dall'impianto, contribuisce a produrne di pulita e, dall’investimento iniziale, ottiene pure una piccola remunerazione. Con l'obiettivo finale di poter utilizzare proprio i kw del proprio fotovoltaico.

"Il Gruppo Energia è nato all’inizio del 2010", racconta Massimo Bedoni, uno dei promotori dell’iniziativa, "per ragionare su come produrre energia da fonti rinnovabili. E, fin dall’inizio, abbiamo pensato a come poter mettere in pratica le nostre idee. Ci sono venute subito in mente le cascine storiche del milanese, molte delle quali producono già per i gruppi di acquisto solidale carne, formaggi, frutta e verdura. Perché allora, abbiamo pensato, non farle diventare produttrici anche di energia?". Così i soci del Gruppo Energia hanno individuato, come luogo dove costruire l’impianto fotovoltaico, la cascina Santa Brera, un edificio privato di proprietà di Irene di Carpegna, che è già da molti anni fornitrice dei gruppi di acquisto della provincia.

Azionariato collettivo -  L’impianto fotovoltaico è finanziato collettivamente da chiunque voglia investire un piccolo importo, non in un qualsiasi prodotto finanziario, ma in un progetto concreto. "Chi vuole partecipare, si associa alla cooperativa Retenergie e versa un capitale che verrà poi remunerato sulla base del rendimento della produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile", spiega Bedoni. "Certo, alla fine si guadagna meno che investire in banca, ma di certo lo si fa per qualcosa in cui si crede". Quindi, l’impianto costruito è di proprietà dei soci della cooperativa. E l’energia prodotta dal fotovoltaico in parte viene venduta alla cascina, che soddisfa così, in modo pulito, i propri consumi. Il rimanente, invece, è immesso in rete.

I soci della cooperativa – Gli investitori sono sia provenienti dal mondo dei Gas milanesi che hanno ideato il meccanismo di azionariato diffuso per il fotovoltaico, sia sono singoli privati che vogliono partecipare al progetto. "Il beneficio dei soci è materiale, perché hanno una piccola remunerazione tra il 3 e il 5% del capitale iniziale investito", racconta Massimo Bedoni. Si partecipa con una quota minima di 500 euro fino a un massimo di 30mila. I soci che finanziano l’operazione, del costo iniziale di circa 100mila euro per un impianto da 29 kw, vengono ripagati anche dai contributi del Conto energia (leggi il testo del decreto del 4 marzo 2011 che introduce il IV Conto energia). La remunerazione è deliberata ogni anno dall’assemblea dei soci della cooperativa. "In più, i soci contribuiscono a produrre energia pulita". La stima è che si possano così evitare di produrre in 25 anni circa 400 mila kg di CO2.

La cascina Santa Brera – Il vantaggio per la cascina di San Giuliano Milanese è che, grazie all’impianto dei Gas, l'azienda può diventare autosufficiente dal punto di vista energetico. Inoltre, "prima di installare i pannelli fotovoltaici, bonifichiamo i 250 mq di tetto dell’edificio dall’eternit", spiega Bedoni. La cascina, inoltre, è diventata socia stessa della cooperativa.

La cooperativa – La cooperativa scelta dal Gruppo Energia è Retenergie, nata a Fossano (Cuneo) su iniziativa di Marco Mariano. L’idea alla base della cooperativa è proprio quella di produrre energia rinnovabile da impianti di produzione a basso impatto ambientale attraverso la forma dell'azionariato popolare. Trecento per ora sono i soci complessivi suddivisi in nodi regionali. Quello lombardo, guidato da Massimo Bedoni, è quello che si sta occupando del fotovoltaico a Santa Brera.

Il programma dei lavori – "Ora siamo in fase di autorizzazione", racconta Bedoni. "L’iter per avere il via libera è lungo perché la cascina è un bene storico – è del Seicento – protetto dalla Soprintendenza dei beni culturali. In più, serve anche l’ok paesaggistico del Parco Agricolo Sud. Se tutto va bene, comunque, i lavori dovrebbero cominciare a fine luglio per riuscire ad allacciare l’impianto a settembre 2011". Nel frattempo, è in atto la campagna di finanziamento. "Per ora siamo 40 soci, ma cerchiamo altri sostenitori".
Ma l’obiettivo del gruppo e della cooperativa non si ferma qui: "Intanto, vogliamo fare del fotovoltaico a Santa Brera un modello funzionante da replicare. E poi, vogliamo che il numero dei soci aumenti in modo da rendere Retenergie abbastanza grande da poter diventare anche fornitrice, e non solo produttrice, di energia pulita ai soci". "In questo modo, il circolo virtuoso si chiuderebbe: i soci potrebbero consumare l’energia prodotta da loro stessi. E si realizzerebbe davvero la missione mutualistica della cooperativa”.