La locandina di SbarcoGAS L'Aquila, il convegno nazionale dei gruppi di acquisto solidali
Sono ormai più di 800 in tutta Italia, una comunità di 20 mila persone che hanno abbandonato i supermercati per fare la spesa dai produttori e creare una rete di economia solidale. Come in Abruzzo, dove il 24 giugno si terrà il convegno nazionale dei Gas
Guarda anche:
Mercato bio, agli italiani piace la vendita direttaC'è la crisi? La rete si mobilita con gli eco-consigli
L'Aquila, quando la ricostruzione è green
di
Isabella FantigrossiSono ormai 800 in tutta Italia
quelli registrati alla rete nazionale.
Continuano a crescere. E potrebbero anche essere molti di più, considerati quelli più informali e non ancora censiti. Se si pensa poi che ogni gruppo di acquisto solidale è composto in media da 25 persone, vuol dire che nel 2011 più di 20 mila italiani hanno deciso di abbandonare i supermercati per fare la spesa in un modo diverso. Insieme ai propri famigliari, amici, colleghi di lavoro, vicini di casa. Una vera e propria comunità che acquista prodotti, per lo più biologici, direttamente dai piccoli produttori locali che hanno maggior cura dell’ambiente. Non tanto per risparmiare, piuttosto per accorciare la filiera, salvaguardare il territorio, creare una nuova rete di economia solidale.
Appuntamento all’Aquila - Come a l’Aquila. Dove i "gasisti" di tutta Italia si sono dati appuntamento dal 24 al 26 giugno prossimi per il loro convegno nazionale. Convinti che, dopo il
terremoto del 6 aprile del 2009 che ha cancellato in pochi secondi i rapporti sociali ed economici della regione, sia necessario contribuire alla rinascita dell’Abruzzo. Aiutando a rimettere in rete, scommettendo su una ricostruzione più solidale, produttori, consumatori, associazioni culturali, cooperative e tutti gli enti sparsi sul territorio abruzzese. Così è nato l’evento "
SbarcoGAS L’Aquila 2011".
L’impegno oltre - Nati nel lontano 1994, quando a Fidenza, in provincia di Parma, si costituì il primo gruppo di acquisto, per comprare solo alimenti, frutta e verdura di stagione, miele o formaggi, i Gas oggi non fanno più solo quello. Gli iscritti sono sempre più impegnati nella società, come volontari, attivisti, sostenitori di campagne di informazione.
Basta pensare al
progetto Energia di
Intergas, la rete dei gruppi milanesi, nato da alcuni Gas che hanno deciso di acquistare collettivamente energia ottenuta da pannelli fotovoltaici installati sul tetto della
Cascina Santa Brera a San Giuliano Milanese, all’interno del
Parco Agricolo Sud. O si pensi all’esperienza nata intorno al mondo "gasista" e sostenuta grazie ai Gas de "
Le galline felici" di Roberto Li Calzi: il consorzio siciliano ha riunito tutti i produttori di agrumi dell’isola che non pagano il pizzo per rifornire gli iscritti dei gruppi di acquisto di mezza Italia. E per le spedizioni di arance al Nord Li Calzi si serve di un’impresa di trasporti che era in odore di mafia, è stata confiscata e ora ripulita. E si pensi poi a
Officina Naturae di Rimini: questo marchio è nato nel 2004 dall’iniziativa di alcuni iscritti a un gruppo di acquisto solidale della città romagnola che hanno voluto inaugurare la produzione di cosmetici e detergenti naturali da vendere ai Gas. Ora i loro clienti sono più di cento gruppi di acquisto.
Insomma, sempre di più i Gas più numerosi e organizzati, soprattutto nelle grandi città, cercano di colmare il vuoto di partecipazione lasciato dai partiti. Non a caso, hanno spiegato Michele Bernelli e Giancarlo Marini in "
L’altra spesa. Consumare come il mercato non vorrebbe" (Edizioni Ambiente, 2010), i gruppi di acquisto sono più forti in realtà come l’Emilia-Romagna e il Veneto dove l’associazionismo socialista e cattolico ha radici ben salde. E dal 2010 i Gas sono stati riconosciuti per la prima volta da una
legge, quella della Regione Umbria che finanzia i gruppi composti da più di 15 persone per le spese di funzionamento.