Convegni, incontri, laboratori e degustazioni: Slow Fish, la rassegna internazionale del pesce ecosostenibile
Fino al 30 maggio, alla Fiera del Mare, la quinta edizione dell’incontro internazionale dedicato agli ecosistemi acquatici, al mondo ittico e al consumo consapevole delle sue risorse
Produrre pesce in modo sostenibile e consumarlo responsabilmente. È di questo che, tra convegni, incontri, laboratori e degustazioni, si parla alla manifestazione internazionale
Slow Fish, alla Fiera del Mare di Genova fino al 30 maggio. L’incontro a cadenza biennale, arrivato alla quinta edizione, è tutto dedicato agli ecosistemi acquatici, al mondo ittico e al consumo più consapevole delle sue risorse. “Non ci sono dubbi: è certo che se non cambiamo rotta, facendo scelte più responsabili anche solo quando chiediamo il pesce al mercato, molte specie spariranno”, ha spiegato Roberto Burdese,
presidente di Slow Food Italia.
Il filo conduttore di Slow Fish 2011 sono gli uomini. “Una specie in più: i pescatori” è il titolo della rassegna di quest’anno. “Senza dimenticare la situazione di generale impoverimento dei mari, focalizziamo l’attenzione sugli uomini, sull’importante ruolo di custodi del mare, con una forte valorizzazione della memoria e dei saperi di cui sono portatori”,
si legge sul sito dell’evento.
Ad aprire la rassegna del pesce ecosostenibile, venerdì 27 maggio, è stata la presidente della
Commissione europea per la pesca,
Maria Damanaki. Erano presenti anche il
presidente internazionale di Slow Food, Carlo Petrini, e il governatore della Liguria,
Claudio Burlando. Il Commissario ha sposato la filosofia del movimento “lento” annunciando che il piano della pesca dell’Unione,
che dovrebbe essere varato quest’estate dal Parlamento, va nella direzione della sostenibilità ambientale. “Dobbiamo guardare al futuro ed evitare che le risorse ittiche spariscano”, ha detto la Damanaki. Aggiungendo che gli sforzi maggiori della Ue
saranno contro la pesca illegale: verranno usati mezzi nuovi, come un sistema a punti che dopo un numero di infrazioni, oltre alla multa, fa scattare il ritiro della licenza.
Il commissario europeo ha anche invitato il governo italiano a presentare il piano nazionale della pesca e “la mappa con l’indicazione dei pesci da pescare in ogni area”. Solo così, ha spiegato, “potremo fornire le deroghe per le pesche speciali”. Il riferimento è ai piccoli pescatori italiani e alle comunità costiere che chiedono di
poter tornare a pescare rossetti, cicciarelli e fragolini (un
regolamento dell’Ue, entrato in vigore l’1 giugno dell’anno scorso, vieta la cattura dei piccoli pesci perché specie a rischio e impone l'uso delle reti a maglie larghe). Nessuna speranza, invece, per la pesca del bianchetto. “Non consentirò a nessuno di pescare novellame – ha detto Maria Damanaki –, il pesce deve essere lasciato crescere fino alla giusta misura”.
Slow Fish è anche l’occasione per presentare i risultati di studi che riguardano il mare. Come questo commissionato alla Ipr Marketing dalla Fondazione Univerde di Alfonso Pecoraro Scanio: “
Gli italiani, il mare e la blue economy”. Quali sono le principali paure di chi fa il bagno? Al primo posto c’è l’inquinamento (42%), seguito da meduse (24%), irresponsabili che guidano in mare senza cautela (17%) e squali. Il 65 per cento degli intervistati vede le petroliere come la minaccia maggiore per l’acqua e il 64 per cento si dichiara contrario alle trivellazioni. “I
disastri recenti sono un monito – ha detto l’ex ministro Pecoraro Scanio –, la sensibilità al problema è aumentata”. Il presidente della Fondazione Univerde ha annunciato di aver chiesto, insieme al suo omologo di Slow Food Italia, una moratoria delle trivellazioni petrolifere nel Mediterraneo, mare a “grande rischio” in caso di incidente per la sua conformazione chiusa.
Lo studio rivela che il 63 per cento degli italiani vede il mare meno pulito rispetto a cinque anni fa. Il rifiuto più avvistato, segnalato dal 59 per cento degli intervistati, è la busta di plastica. Nonostante l'invasione degli stabilimenti balneari, la maggioranza continua a scegliere la spiaggia libera (64%). La sabbia stravince sugli scogli 76 a 20. Una volta in costume si preferisce stare a prendere il sole (60%) e poi nuotare (50%). C’è ancora un italiano su cento che non ha mai visto il mare e un altro che lo ha visto dopo avere compiuto i 20 anni. La Liguria è la meta preferita tra i residenti al Nord, Lazio e Marche tra quelli al Centro, Puglia e Sicilia al Sud. L'ultimo anno il 32 per cento degli italiani ha nuotato anche all'estero privilegiando Grecia (24%), Nord Africa, Mar Rosso, Croazia e Spagna (12%).