Due allenatori di calcio giovanile di 20 e 50 anni sono stati arrestati a Torino con accuse a vario titolo che vanno dalla pedopornografia minorile alla violenza sessuale. È il risultato di una lunga operazione della polizia postale di Torino, tuttora in corso, che ha portato anche al coinvolgimento di un arbitro, per il quale è stata disposta la misura cautelare dell'obbligo di firma.  

 

I favori sessuali - L'accusa per il più giovane dei due allenatori è pesantissima: avrebbe chiesto prestazioni sessuali ai ragazzi in cambio di un posto in squadra o di altri favori personali, sfruttando il suo ruolo e il rapporto confidenziale raggiunto con loro. Il cinquantenne, invece, avrebbe approfittato delle presunte attività illecite del collega per raccogliere materiale pedopornografico. I due tecnici delle giovanili sono stati sottoposti a misure cautelari: il più giovane è agli arresti domiciliari, mentre quello più anziano è stato portato in carcere. Insieme a loro è coinvolto nell'inchiesta anche un arbitro torinese, che avrebbe tentato approcci sessuali nei confronti dei giovani calciatori: la sua posizione sembrerebbe essere meno grave, dal momento che è stato richiesto soltanto l'obbligo di firma. Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino, non sono però ancora concluse.

La denuncia delle famiglie - Le vittime accertate di molestie e violenze sarebbero, per adesso, una quindicina. Proprio dalla denuncia di una delle famiglie è nato tutto il lavoro degli inquirenti; la prima segnalazione riguardava un giocatore sedicenne, invitato dal giovane allenatore a dormire a casa sua e oggetto di attenzioni particolari durante la notte. Da qui sono scattate le indagini della polizia, che hanno accertato come l'allenatore fosse solito conquistarsi la fiducia dei suoi giocatori, interagendo poi con loro tramite alcune chat, tentando di sedurli con la promessa di un ruolo in squadra o di altri favori. Non a caso è stato disposto ai suoi danni, assieme agli arresti domiciliari, il divieto assoluto di utilizzare strumenti informatici per la comunicazione con l'esterno.

 

Il precedente ad Alessandria - Appena tre mesi fa, all'inizio del 2017, aveva fatto scalpore l'arresto ad Alessandria di un ex allenatore di calcio di 63 anni. L'uomo, accusato di pedopornografia e violenze sessuali per aver abusato di diversi suoi giocatori nell'arco della carriera, venne incarcerato dopo essere stato riconosciuto casualmente da uno di loro, ormai adulto. Nella sua abitazione i carabinieri avevano ritrovato oltre a video e foto compromettenti anche biancheria intima per bambini, svariate sim card, alcune lettere e una sorta di vero e proprio diario con tutti i dettagli dei giovani giocatori sui quali riversava le proprie attenzioni. L'uomo, forse schiacciato dal peso delle accuse, si è tolto la vita il 13 gennaio, nel carcere della città piemontese.