Riciclaggio, ordine di arresto per Giancarlo Tulliani: è irreperibile

Il provvedimento non è stato eseguito perché il cognato di Gianfranco Fini è residente a Dubai. L'inchiesta riguarda una presunta attività di riciclaggio riconducibile a Francesco Corallo, il "Re delle slot"

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma su una presunta attività di riciclaggio riconducibile a Francesco Corallo, il "Re delle slot", detenuto dallo scorso dicembre. Il provvedimento non è stato eseguito: Tulliani è residente a Dubai e per la magistratura italiana risulta irreperibile.  Per la procura Tulliani deve essere arrestato perché, sfruttando attivamente i rapporti finanziari con Corallo e con la sua galassia societaria, si è reso protagonista “seriale” di numerosi episodi di riciclaggio che si sono snodati tra il 2008 e il 2015, un lungo periodo che ha visto coinvolti anche sua sorella Elisabetta e Gianfranco Fini. 

 

Nell'inchiesta indagato anche Fini - La misura cautelare costituisce uno sviluppo degli accertamenti che il 14 febbraio scorso portarono al sequestro preventivo di beni per un valore di 5 milioni nei confronti di Sergio, Giancarlo ed Elisabetta Tulliani; accusati a vario titolo dei reati di riciclaggio, reimpiego e autoriciclaggio a partire dal 2008. 

 

Le società offshore - L'inchiesta giudiziaria è quella che vede indagato Fini, d'intesa con Giancarlo ed Elisabetta Tulliani, titolari delle società offshore Printemps Ltd, Tim Ara Ltd e Jaydene Holding Ltd, per la messa a disposizione di conti correnti delle stesse società per ricevere ingenti somme di denaro riconducibili a Corallo in un meccanismo di triangolazioni che coinvolgevano Italia, Olanda, Antille Olandesi, Principato di Monaco e Santa Lucia.

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