"Si fermi quest'ondata d'odio. Basta con questa violenza. Non si può andare avanti con l'odio. Due vite completamente spezzate. Ha perso la città, noi abbiamo perso". È questo l'appello lanciato da don Antonio Tonaro, il parroco di che ha celebrato i funerali di Italo D'Elisa, il giovane freddato con tre colpi di arma da fuoco da Fabio Di Lello a Vasto. La vittima, nel luglio del 2016 aveva investito e ucciso Roberta Smargiassi, la moglie del suo assassino. La bara bianca di D'Elisa è stata accolta dalla banda di Chieti con una marcia sinfonica sul sagrato della chiesa. Una volta iniziata la cerimonia, il parroco ha ribadito: "Queste morti riportino alla nostra comunità un po' di serenità. Basta con i social media".

 

 

L'interrogatorio di garanzia per Di Lello - Intanto, Di Lello, nell'interrogatorio di garanzia sostenuto questa mattina, si è avvalso della facoltà di non rispondere. "Non era nelle condizioni e nella serenità necessarie per parlare", hanno detto i suoi legali. La procura gli contesta l'omicidio premeditato, insieme ad alcuni reati minori. Di Lello si trova in isolamento e, secondo indiscrezioni trapelate dal suo legale venerdì, sarebbe confuso “ma in grado di spiegare quel che è successo” e che "non voleva uccidere".

 

L'incontro casuale e lo "sguardo di sfida" - Secondo quanto riporta il "Corriere della Sera", Di Lello ha parlato per la prima volta da quando si è costituito e ha raccontato al suo difensore, l’avvocato Giovanni Carella, di non aver pianificato l’omicidio. Mercoledì scorso, l’uomo ha incrociato D’Elisa che “aveva quel solito sguardo di sfida”. Di Lello, con la sua macchina, ha seguito il ragazzo che è arrivato davanti al bar DrinkWater café in bici. “Ho parcheggiato e sono sceso. Non per ucciderlo ma solo per parlargli. Avevo infatti lasciato la pistola in macchina. Appena uscito dal bar, mentre stava tornando a riprendere la bici, mi sono avvicinato a lui. Quando mi ha visto ha fatto il provocatore, come sempre”, avrebbe raccontato l’uomo. È in quel momento che Di Lello ha deciso di tornare in macchina e di prendere la sua pistola - una calibro 9 comprata a settembre - e poi di sparare al ragazzo. Secondo l’avvocato difensore, non è la prima volta che Di Lello racconta delle provocazioni ricevute da D’Elisa. Lo scorso dicembre, il suo cliente gli aveva detto: “È da mesi che quel ragazzo mi sfida ogni volta che lo incontro. Fa quello sguardo da sbruffone, passa in bici e poi torna indietro apposta per ripassarmi davanti: e ora stai a vedere che alla fine la farà franca”.

 

I beni di Di Lello intestati ai genitori - L’avvocato Pompeo Del Re, difensore di D'Elisa, sostiene che "lo scorso primo dicembre Fabio Di Lello si è spogliato di tutti i suoi beni per intestarli ai genitori". Questo, secondo il legale deporrebbe a favore della premeditazione dell'omicidio. L'ipostesi sostenuta da Del Re è al vaglio della procura.