Diana Bracco, ex vicepresidente di Confindustria ed ex presidente di Expo 2015 spa, nonché presidente dell'omonimo gruppo, è stata condannata a due anni di reclusione per frode fiscale e appropriazione indebita dal Tribunale di Milano. Secondo l'accusa, l'industriale, che avrebbe commesso i reati in qualità di presidente del Cda della Bracco spa, avrebbe realizzato una frode fiscale da oltre un milione di euro.

L'avvocato: sentenza sproporzionata
- “E' una sentenza sproporzionata rispetto ai fatti contestati perché ha addirittura superato le richieste della Procura”, lamenta l'avvocato Giuseppe Bana, difensore di Diana Bracco. "Non condivido la decisione del Tribunale - ha proseguito il legale - e ribadisco la totale estraneità della mia assistita alle accuse mosse".

Pm aveva chiesto un anno e 3 mesi - Il pm di Milano Giordano Baggio, titolare dell'inchiesta, aveva chiesto per l'industriale una condanna a un anno e tre mesi, mentre il giudice della seconda sezione penale Giorgia Carbone l'ha condannata a 2 anni riconoscendole, comunque, le attenuanti, la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna. Comminate, invece, le pene accessorie, come l'interdizione dai pubblici uffici, per un anno e 6 mesi.

Condannati anche gli architetti di fiducia - Il giudice, tra l'altro, ha condannato anche a un anno e 6 mesi (il pm aveva chiesto 9 mesi) Marco Isidoro Pollastri e Simona Adele Calcinaghi, titolari dello studio di progettazione Archilabo di Monza e architetti di fiducia dell'industriale. Armando Simbari, l'avvocato di Pollastri e Calcinaghi, ha parlato di "sentenza eccessiva sotto tutti i punti di vista. Sono molto stupito in negativo - ha sottolineato Simbari - e credo fermamente nelle argomentazioni espresse in udienza da parte nostra sulla insussistenza dei reati contestati". I due difensori hanno annunciato ricorso in appello dopo aver letto le motivazioni che saranno pronte entro 90 giorni.