“Non sono un terrorista, non so nulla neppure di documenti falsi”: è quanto ha ripetuto, a chi ha potuto avvicinarlo nel carcere salernitano di Fuorni, l'algerino Djamal Eddine Ouali, arrestato sabato scorso a Bellizzi (Salerno) in esecuzione di un mandato di cattura internazionale. E' accusato di aver fatto parte di una rete che produceva falsi documenti utilizzati da terroristi implicati nelle stragi di Parigi e Bruxelles (FOTO -  VIDEO). Detenuto in isolamento, comparirà il prossimo primo aprile davanti alla Corte d'Appello di Salerno, che dovrà decidere sull'estradizione in Belgio.

 

Sindaco: non escludo furto identità -  Intanto, la comunità di Bellizzi è divisa tra lo stupore e la paura. "Qui abbiamo circa 600 immigrati - dice il sindaco Domenico Volpe - sono integrati e non c'è mai stato nessun problema. Non escluderei l'ipotesi di un furto d'identità ai suoi danni".

 

In cerca di possibili complici - Spetta ora agli inquirenti ricostruire i rapporti di Oulai con la comunità di Bellizzi; capire quindi quando si è trasferito, con la moglie ora incinta di otto mesi, chi frequentasse e se avesse contatti con luoghi di culto a Salerno o a Napoli. Qui, tra i tanti lavoratori stagionali magrebini, si sono spesso nascosti anche islamisti radicali un tempo legati ad Al Qaida e oggi simpatizzanti dell'Isis.