Il mondo "è assetato di speranza", e la Chiesa deve fare il possibile per suscitarla e diffonderla: "ce n'è tanto bisogno oggi". Nella celebrazione della Veglia Pasquale in San Pietro, papa Francesco non torna esplicitamente sui drammi e le ingiustizie del mondo, sulle vittime del terrorismo e sui profughi che trovano porte chiuse o annegano in mare, su cui ha incentrato la sua preghiera del Venerdì Santo, nella Via Crucis al Colosseo, ma impronta il suo annuncio della Resurrezione al concetto di "speranza", che in un'ottica di fede è il centro stesso della Pasqua.

 

 

La Chiesa porti speranza - "Questa è la prima pietra da far rotolare via questa notte: la mancanza di speranza che ci chiude in noi stessi. Che il Signore ci liberi da questa terribile trappola, dall'essere cristiani senza speranza, che vivono come se il Signore non fosse risorto e il centro della vita fossero i nostri problemi". E' quanto ha affermato dal Pontefice nell'omelia.

 

 

Sacramenti - Nella solenne e suggestiva Veglia di Resurrezione, il Papa conferisce ha conferito i sacramenti dell'iniziazione cristiana (battesimo, cresima e prima comunione) a un gruppo di catecumeni, persone che in età adulta si sono avvicinate alla fede, provenienti dall'Albania, dalla Corea, dall'Italia, dal Camerun, dall'India e dalla Cina.