In Italia c'è il rischio di una sottovalutazione culturale rispetto alla corruzione. A dirlo è Raffaele Cantone ospite, insieme al procuratore capo Bruti Liberati, dell'Intervista di Maria Latella a Sky TG24 (qui sopra l'integrale).  Secondo il capo dell'Authority anticorruzione, nel nostro Paese "c'è la tendenza a giustificare quando si ruba all'amministrazione pubblica. Come si rubasse a Pantalone".



Cantone ha espresso poi dei dubbi su un possibile inasprimento degli aspetti penali legati all'evasione fiscale. "Non mi interessa mandare qualcuno in carcere, è molto meglio intervenire sugli aspetti economici. Gli facciamo molto più danno se li facciamo pagare".

 




Rispondendo a una domanda sui rischi legati all'eventuale costruzione del Ponte di Messina, Cantone ha risposto che "non si possono non fare le opere pubbliche per paura del rischio di infiltrazioni della criminalità". Il capo dell'Anac si è però chiesto "se sia utile". "Sono meridionale - ha aggiunto - fare il ponte di Messina non avrebbe senso senza un impianto infrastrutturale nella zona, con la Salerno-Reggio Calabria che non è finita".

 




Cantone si è poi trovato d'accordo con Bruti Liberati sulla necessità di migliorare il sistema della prescrizione, ma anche sull'inutilità dell'alzare "sine die" i termini della stessa: "Che senso ha condannare oggi qualcuno per una corruzione avvenuta vent'anni fa".

 

 

Raffaele Cantone parla poi delle primarie che si sono svolte a Napoli e delle polemiche sui presunti brogli. "Eventuali irregolarità non avrebbero rilevanza penale" spiega il presidente dell'Anticorruzione, che però sottolinea come si rischia che "una partecipazione popolare  viene mortificata da questi brogli".