Luca Varani è morto per uno shock dovuto al dissanguamento e non per le conseguenze dirette di una singola coltellata che lo ha raggiunto al torace. Secondo le prime indiscrezioni emerse dall'esame autoptico svolto da Costantino Ciallella su incarico del pm Francesco Scavo, la lama trovata conficcata nel petto del ragazzo non avrebbe trafitto il cuore ma avrebbe perforato il polmone sinistro.

L'autopsia - Il medico legale ha comunque riscontrato sul corpo una trentina abbondante di colpi tra ferite da arma da taglio, da punta e martellate, per la maggior parte concentrati sull'addome e sul collo. Gli inquirenti sono convinti che molte delle ferite sarebbero state inferte da Manuel Foffo e Marco Prato con crudeltà al solo scopo di far soffrire il giovane. Per il gip i due sono “privi di senso di pietà”. (LA RICOSTRUZIONE)

 

 

Un testimone: andai a casa di Foffo 24 ore prima - Intanto, si è presentata spontaneamente dai carabinieri la ragazza che avrebbe incontrato Luca sul treno poco ore prima che venisse ucciso. Gli investigatori stanno valutando la sua testimonianza per verificare se effettivamente sia lei la donna che per ultima ha parlato con il giovane prima del massacro del Collatino.

Chi invece ha fornito una testimonianza utile alle indagini è un uomo di 34 anni: "Sono stato in quella casa - ha raccontato agli inquirenti -. Appena entrato in quell'appartamento, intorno alle 5 del mattino, loro (Foffo e Prato, ndr) mi hanno offerto più volte un bicchiere con un superalcolico. Io ho rifiutato perché bevo birra". Il testimone racconta poi di essersene andato via intorno alle 8.30. Non prima di aver sentito Prato dire a Foffo "che tanto con lui non dovevano fare nulla". Ventiquattro ore dopo a cadere nella trappola è Luca Varani.