Ventisei anni di carcere: è la richiesta formulata dal pm di Milano, Marcello Musso, nei confronti di Alexander Boettcher, imputato per una serie di aggressioni con l'acido e già condannato a 14 anni per aver sfigurato Pietro Barbini. Il pm ha individuato come episodio più grave al centro del processo l'aggressione a Stefano Savi con "indebolimento permanente della vista, dell'olfatto e del tatto".
 

Tra le aggravanti la premeditazione e i motivi abbietti - Nel chiedere la condanna il pm  ha considerato le aggravanti della premeditazione e dei motivi abbietti, oltre a quelle dell'uso di sostanza particolarmente corrosiva e dell'aver agito in più persone. Ha invece escluso l'aggravante della crudeltà che inzialmente era contestata ma che, ha ricordato, i giudici del processo con al centro l'aggressione a Pietro Barbini avevano già ritenuto non sussistente. Savi, secondo la ricostruzione della Procura, venne aggredito "per un errore di persona". Nel calcolo della pena, sono stati considerati anche l'appartenenza alla presunta associazione a delinquere, con Martina Levato e Andrea Magnani e la tentata lesione a Giuliano Carparelli che schivò l'acido proteggendosi con un ombrello.

Chiesti 21 anni per l'aggressione Savi e 5 per quella Carparelli - Per l'episodio Savi, la richiesta è di 21 anni di reclusione. La vittima, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stata sfregiata per uno scambio di persona. Boettcher e Levato lo avrebbero infatti confuso con Giuliano Carparelli, poi a sua volta aggredito. La richiesta di pena riguarda anche questo agguato, a cui la vittima riuscì a scampare. Il pm chiede siano contestati anche i reati di rapina (del cellulare della vittima) e furto (delle targhe poi montate sulle auto usate nell'agguato). Complessivamente, per l'aggressione a Carparelli la richiesta è di 5 anni di reclusione.