Addio alla vecchia ricetta rossa del medico di famiglia. Dal oggi, primo marzo, va infatti in pensione per cedere il passo a tablet e computer.

La legge che manda in soffitta i blocchetti rossi del medico, ricorda la Federazione nazionale dei medici di famiglia Fimmg, è in realtà del dicembre 2015 e recepisce un decreto di più di tre anni fa. Dopo alcuni blocchi informatici, il sistema è dunque ora ai nastri di partenza: per prescrivere un farmaco, un accertamento o una visita, il medico si collegherà da ora in poi a un sistema informatico, lo stesso visibile al farmacista che ci consegnerà pillole o sciroppi.

 

Una prima fase - Ma ricetta elettronica non è ancora sinonimo di abolizione della carta. Per ora, infatti, riceveremo dal dottore un piccolo promemoria da dare alla farmacia, che permetterà di recuperare la prescrizione anche in caso di malfunzionamenti del sistema o assenza di connessione. Ma quando il sistema andrà a regime anche questo foglietto sparirà. In questa prima fase, fino a fine 2017, sono ancora  esclusi alcuni farmaci come gli stupefacenti, l'ossigeno, le prescrizioni per erogazione diretta in continuità assistenziale, i farmaci con piano terapeutico Aifa.

 

Sarà valida in tutte le regioni - La ricetta elettronica, in compenso, varrà in tutte le farmacie del territorio nazionale. Questo significa che i farmaci potranno essere ritirati anche fuori dalla regione di residenza e grazie al sistema tessera sanitaria le farmacie potranno applicare il ticket della regione di residenza dell'assistito. Starà poi alle stesse regioni scambiarsi le informazioni sui medicinali prescritti e, quindi, procedere ai relativi rimborsi compensativi.

 

Per i farmacisti di Napoli, in questo modo si ridurrà la burocrazia: il servizio