Il consigliere regionale lombardo ed ex senatore leghista Fabio Rizzi aveva in casa quasi 17.000 euro in contanti, di cui circa duemila nascosti in un congelatore, oltre a 5.000 franchi svizzeri dentro una busta. A scoprirlo sono stati i carabinieri nel corso delle perquisizioni seguite all'arresto per tangenti nell’ambito dell’indagine della procura di Monza che sta scuotendo la sanità lombarda.

 

Nell'interrogatorio di garanzia "non ha fatto ammissioni ma ha chiarito" - Oggi, nel carcere di Monza, si è svolto l'interrogatorio di garanzia. "Ha chiarito tutta una serie di circostanze, tutto quello che riguarda l'impianto accusatorio. Ha fatto lunghe dichiarazioni e sono intervenute domande a chiarimento ma non ha fatto ammissioni" ha detto il legale di Fabio Rizzi, Monica Alberti, al termine. L'avvocato ha chiesto la modifica della misure cautelari per Rizzi, chiedendo la detenzione domiciliare.
Intanto, sul caso interviene il governatore lombardo Roberto Maroni: "O dimostra la sua innocenza o se ne deve andare".

 

Le intercettazioni  - Nel provvedimento di arresto ci sono intercettazioni che non sembrano deporre a favore di Rizzi.

Dai dialoghi viene a galla che il consigliere regionale lombardo percepiva "circa 8.000 euro" al mese e "di questi ne versa 1.500 alla Lega Nord e 5.000 di mutuo". E proprio per estinguere quel mutuo, come risulta da una telefonata con la compagna, Rizzi era in attesa di "operazioni giuste". Come, ad esempio, la realizzazione di un ospedale pediatrico in Brasile.

 

 

Mutuo da 5mila euro al mese - Un progetto che, secondo la ricostruzione della Procura, era solo di facciata istituzionale ma in realtà doveva essere utilizzato da Rizzi e dal suo 'braccio destro' Mario Longo "al solo scopo di trarre profitti personali, mascherati con compensi per consulenze o a prestanome, garantendo gli interessi di consulenze private e arrivando a lucrare sulla sponsorizzazione da parte di Rizoma srl.

 

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