C’è anche l’ex senatore leghista e attuale consigliere regionale Fabio Rizzi, fedelissimo del governatore Roberto Maroni, tra le 21 persone arrestate dai carabinieri per tangenti e irregolarità in appalti odontoiatrici in aziende ospedaliere lombarde. I destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare (9 in carcere, 7 ai domiciliari e 5 con obbligo di firma) sono indagati a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d'asta e riciclaggio.

L'inchiesta - L’operazione “Smile” ha ricostruito l'operato di un gruppo imprenditoriale accusato di aver corrotto funzionari delle gare di appalto pubbliche lombarde, bandite da diverse aziende ospedaliere per la gestione esterna di servizi odontoiatrici, riuscendo ad aggiudicarsele. Le indagini, avviate nel 2013, vertono su un giro d'affari per oltre 400 milioni di euro. Le strutture coinvolte sarebbero l'azienda sanitaria di Desio e Vimercate, l'ospedale Maggiore di Milano, l'ospedale Bolognini di Seriate (Bergamo), di Busto Arsizio (Varese) e Melegnano.

Rizzi in carcere, la moglie ai domiciliari -
Fabio Rizzi, medico anestesista di 49 anni, è accusato di associazione per delinquere. Stessa accusa per la compagna, alla quale sono stati concessi i domiciliari. Il consigliere della Lega Nord, che è stato senatore dal 2008 al 2013, è presidente della commissione Sanità ed estensore della recente riforma. In carcere è finito anche un imprenditore vicino a Rizzi, Mario Valentino Longo, e sua moglie (ai domiciliari). Le due donne sono accusate di aver favorito l'interesse ritenuto illecito dei mariti intestandosi il 50% delle quote di società odontoiatriche aperte insieme a Maria Paola Canegrati, un'imprenditrice definita dalla Procura di Monza la principale indagata nell'inchiesta. Longo, in un'intercettazione telefonica, rivelerebbe che la campagna elettorale di Rizzi sarebbe stata integralmente finanziata proprio dalla Canegrati.

Il gip: da indagati uso strumentale idee Lega - Per il gip Giovanna Corbetta, secondo la quale veniva favorita la sanità privata a scapito dei pazienti, Rizzi e Longo “hanno fatto del potere politico lo strumento per accumulare ricchezze, non esitando a strumentalizzare le idee del partito che rappresentano e a intimidire, facendo valere la loro posizione, chi appare recalcitrante alle loro pretese". "La sfrontatezza e la facilità che tutti gli indagati svolgenti una pubblica funzione dimostrano nel violare costantemente i loro doveri istituzionali e le norme dello Stato – dice ancora il gip – portano ragionevolmente a ritenere che lo spaccato di illegalità che traspare dall’indagine costituisca per tutti l'abituale modo di gestire la 'res publica', totalmente svilita in ragione del proprio personale rendiconto”.

Le reazioni politiche - "Chi ha sbagliato deve pagare" dice la Lega Nord. "Sono incazzato" afferma senza mezzi termini il governatore della Regione, Roberto Maroni. Le opposizioni in Consiglio Comunale e il M5S ne chiede invece le dimissioni.