Protesta degli operai dell’Ilva di Genova (FOTO) che, in assemblea permanente, hanno occupato la fabbrica di Cornigliano e stanno manifestando vicino allo stabilimento. “Pensiamo che il governo abbia dato uno schiaffo alla città di Genova oltre che ai lavoratori dell'Ilva – ha spiegato Bruno Manganaro, leader della Fiom genovese –. Il governo vuole vendere Ilva, compreso questo stabilimento: senza dichiararlo sta strappando l'accordo di programma, per questo dobbiamo alzare la voce per difendere reddito, posti di lavoro e stabilimento".

Occupazione e blocco stradale -
L’occupazione della fabbrica è stata decisa per alzata di mano nell’assemblea convocata da Fiom e Failms. Gli operai hanno poi improvvisato un corteo diretto verso la stazione ferroviaria. Lì, in via Cornigliano, hanno bloccato la strada con due mezzi pesanti. Sono stati incendiati alcuni copertoni e un cassonetto è stato rovesciato. La strada è stata chiusa al traffico.

Arrivata convocazione Mise - Da Roma, intanto, è arrivata la convocazione formale del collegio di vigilanza sull'accordo di programma di Cornigliano inviato dalla direzione generale del Mise. “Nella lettera non si fa menzione alla presenza del ministro Federica Guidi – ha detto Armando Palombo della rsu della Fiom –. È la riproposizione di un incontro che abbiamo avuto a Genova con un osservatore. Ci vuole un incontro dove il Governo si faccia carico del caso Genova e del caso Ilva". “Avevamo chiesto la presenza di almeno un ministro tra i firmatari dell'accordo di programma – ha ribadito Bruno Manganaro della Fiom - e in questa lettera questo non c’è scritto, per noi è un incontro finto. La protesta prosegue".

Le obiezioni di Fim-Cisl - "L'iniziativa della Fiom è legittima" ma è "inaccettabile che in assemblea non si consenta di esprimersi a chi ha idee diverse", "dichiarare la fabbrica occupata quando metà dei lavoratori sono già entrati a lavorare nonostante le intimidazioni" è "una prevaricazione inaccettabile". Lo scrive in una nota il segretario generale della Fim-Cisl Marco Bentivogli. Il consenso all'iniziativa "va raccolto con strumenti democratici altrimenti è un'altra cosa – continua Bentivogli –. Tentare di occupare una fabbrica e dividere i lavoratori solo con lo scopo di conoscere se il ministro parteciperà all'incontro è assurdo".